La memantina, un farmaco utilizzato per il trattamento dell’Alzheimer, potrebbe essere di aiuto anche nel frenare l’impulsività nelle persone che soffrono di shopping compulsivo. E’ quanto emerso da uno studio pubblicato su Annals of Clinical Psychiatry.

Il trial ha arruolato 9 pazienti compratori compulsivi, principalmente donne, di età media pari a 32 anni.  Al basale, il tempo medio impiegato nello shopping era di 15,2 ore a settimana, la percentuale di reddito speso nello shopping compulsivo negli anni precedenti allo studio era del 61% e la somma di denaro spesa per gli acquisti inutili nei 12 mesi precedenti allo studio era di 26.750 dollari.

Tutti i partecipanti sono stati trattati con una dose di memantina compresa tra i 10 e i 30 mg/die, per un periodo totale di 8 settimane.

L’endpoint principale dello studio era il cambiamento del comportamento rispetto al basale valutato attraverso la scala Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale–Shopping Version (Y-BOCS-SV). Gli outcome secondari dello studio includevano i punteggi ottenuti con la Compulsive Buying Symptom Assessment Scale (CB-SAS), la Clinical Global Impression Severity (CGI-S) scale, la Sheehan Disability Scale (SDS), la Hamilton Anxiety and Depression Rating scales, la Perceived Stress Scale, la Quality of Life Inventory Scale.
Ogni due settimane è stata valutata anche la pressione sanguigna, la funzione cardiaca e il peso corporeo. All’inizio e alla fine dello studio sono state valutate le capacità neuro cognitive.
Solamente un paziente ha abbandonato lo studio, gli altri 8 partecipanti hanno riportato che il farmaco è stato ben tollerato senza presentare eventi avversi gravi. Gli effetti collaterali osservati durante lo studio erano vertigini, riduzione dell’appetito, ansia e ronzio nelle orecchie (tinnito).

Il punteggio Y-BOCS-SV si è ridotto da una media di 22,0 punti a 11,0 punti alla fine dello studio (P<0,001). Il punteggio CB-SAS si è ridotto da 32,8 punti a  -15.4, P < 0,001, l'SDS da 15,9 a -9.3, P < 0,001), il CGI-S da 4,4 a -1,8, P < 0,001) e il Perceived Stress Scale da 27,1 a 17,6, P < 0,001). Il Quality of Life Inventory scores migliorato da 30,9 a 43,0,  P < 0,001. Anche se i punteggi HAM-A and HAM-D si sono ridotti, la differenza non era significativa.
La dose più efficace del farmaco era quella da 23,4 ± 8,1 mg/die.

La memantina è un farmaco che agisce sul sistema glutamatergico. Il glutammato è il principale neurotrasmettitore eccitatorio nell'encefalo. Un'eccessiva stimolazione glutamergica può però causare un danno neuronale, che porta ad una condizione patologica di neurotossicità. Tale condizione di eccitotossicità favorisce quindi un accumulo di calcio all'interno del neurone, fenomeno che si osserva in numerosi processi neurodegenerativi.
In particolare, il glutammato stimola i recettori post-sinaptici, inclusi quelli per l'N-Metil-D-Aspartato (NMDA), che è particolarmente implicato nei processi di memorizzazione, e quindi nella demenza. La memantina, antagonista non competitivo NMDA recettoriale, può avere pertanto un certo ruolo terapeutico nel contesto delle demenze.

Jon E. Grant et al., Open-label pilot study of memantine in the treatment of compulsive buying Ann Clin Psychiatry. 2012;24:119-126.
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