Il trattamento con estradiolo orale non migliora né danneggia le funzioni cognitive nelle donne in menopausa, indipendentemente dal tempo trascorso dall’inizio della menopausa stessa. Lo evidenziano i risultati dello studio ELITE (Early versus Late Intervention Trial with Estradiol), presentati in occasione del recente congresso della North American Menopause Society (NAMS), a Los Angeles.

Lo studio in questione aveva come obiettivo verificare la fondatezza dell’ipotesi che esista una "finestra critica" per l’impiego della terapia ormonale sostitutiva (TOS), in base alla quale la terapia potrebbe offrire benefici nelle donne in menopausa più giovani, ma non in quelle più anziane (al di sopra dei 65 anni). L'obiettivo principale del lavoro, in particolare, era verificare l'esattezza dell’ipotesi dal punto di vista degli effetti sull'aterosclerosi. Questi risultati saranno presentati al prossimo congresso dell’American Heart Association.

L’effetto sulle funzioni cognitive era un outcome secondario del trial. Da questo punto di vista, non si sono trovate differenze significative tra effetto del trattamento iniziato precocemente e quello di un trattamento più ritardato. Infatti, la terapia con estradiolo orale iniziata entro 6 anni dall’entrata in menopausa non ha avuto effetti diversi sull’outcome primario (la memoria verbale) né su quello secondario (le funzioni cognitive globali e quelle esecutive) rispetto alla terapia iniziata più di 10 anni dopo.

A detta degli autori, ELITE-cog è l'unico studio, finora, ad aver valutato la relazione tra TOS e funzioni cognitive durante l'arco della vita delle donne in post-menopausa, ed è l'unico di potenza adeguata per poter rilevare le differenze, con 643 pazienti arruolate inizialmente e 445 ancora nello studio dopo 5 anni.

I risultati di studi precedenti in cui si era valutato l'effetto della terapia ormonale sulla memoria e altri aspetti delle funzioni cognitive hanno dato risultati contrastanti, ma questi lavori presentano differenze notevoli quanto a regimi ormonali utilizzati, durata del trial, età e tempo trascorso dall’inizio della menopausa.

Lo studio ELITE ha coinvolto donne in post-menopausa in buona salute, in menopausa da non più di 6 anni oppure da oltre 10 anni. Questi due gruppi sono stati assegnati in modo casuale al trattamento con 17beta-estradiolo per via orale 1 mg al giorno più un gel di progesterone al 4% gli ultimi 10 giorni di ogni mese per le partecipanti ancora provviste di utero oppure placebo.

Nelle partecipanti, i ricercatori hanno testato la memoria verbale, la funzione esecutiva e la cognizione complessiva al basale e dopo 2,5 e 5 anni. Per tutte e tre le misure, dopo 5 anni, non hanno rilevato differenze significative sia tra i due gruppi di trattamento sia tra il gruppo nel quale la menopausa era più recente e quello nel quale le donne erano in menopausa già da 10 anni e oltre (P = 0,33 e 0,88, rispettivamente).

"ELITE non ha fornito alcun supporto all’ipotesi della finestra critica per l’effetto della TOS sulla funzione cognitiva, e ad oggi rimane l’unico trial specificamente progettato e adeguatamente dimensionato per testare la validità di tale ipotesi" ha detto Wendy Mack, della University of Southern California (USC) di Los Angeles, a conclusione della sua presentazione.

Lila Nachtigall, del New York University-Langone Medical Center di New York, si è detta sorpresa dei risultati, perché l’assenza di beneficio sulle funzioni cognitive nelle donne in menopausa più giovani è in contrasto con la sua esperienza clinica.

Secondo la ginecologa, questa differenza potrebbe essere dovuta al fatto nello studio ELITE le partecipanti non sono state selezionate in base ai sintomi. Alcune erano sintomatiche, ma questa caratteristica non era tra i criteri di inclusione dello studio, ha osservato l’esperta.

La Nachtigall ha detto, comunque, di ritenere nel complesso ELITE un buon studio e di non dubitare dei risultati.

"Il messaggio è che a prescindere da quando si inizia - presto o tardi dopo l’entrata in menopausa – la TOS con estrogeno orale non offre benefici sul piano cognitivo” ha commentato la ginecologa, aggiungendo però che continuerebbe a prescrivere gli estrogeni alle donne che si rivolgono a lei lamentando una certa confusione mentale, e poi starebbe a vedere cosa succede.

La specialista ha anche sottolineato che i risultati dello studio sono rassicuranti per quanto riguarda l’assenza di danno cognitivo in particolare nel gruppo più anziano, tendenza che si era invece osservata nello studio Women’s Health Initiative.

Anche se, di solito, non prescrive una TOS con estrogeni nelle donne anziane, la Nachtigall ha ribadito che questa terapia è ancora una possibilità per quelle che continuano ad avere vampate di calore e che è necessario personalizzare il trattamento.

W.J. Mack, et al. Cognitive outcomes from the Early versus Late Intervention Trial with Estradiol: A test of the critical window hypothesis. NAMS 2014; abstract S-12.