Il trattamento con metilnaltrexone (Relistor, Wyeth) sottocute migliora il transito intestinale nei pazienti con dolore cronico non oncologico e stipsi indotta da oppiodi. Lo evidenzia uno studio dell'Indiana University di Indianapolis, presentato all'ultimo congresso dell'American Pain Society (APS), a Baltimora.

La costipazione è proprio l'effetto avverso più comune degli oppiodi e reduce notevolmente la qualità di vita dei pazienti che li devono assumere a causa del frequente ricorso a lassativi per via rettale e/o manovre di svuotamento manuale. Nel trattamento della stipsi da oppiacei sono stati utilizzati vari lassativi (osmotici, lubrificanti, da contatto e procinetici), ma i loro effetti sono aspecifici e molti non rispondono a queste terapie.

ll metilnaltrexone è un antagonista dei recettori mu degli oppioidi che a causa della bassa liposolubilità ha scarse capacità di attraversare la barriera ematoencefalica, limitando i suoi effetti alla periferia. Grazie a questa proprietà il farmaco contrasta gli effetti collaterali degli oppiodi a livello gastrointestinale, senza interferire con la loro azione analgesica che è determinata dall'azione sui recettori mu a livello del sistema nervoso centrale.

La molecola è approvata da un paio d'anni in Europa e negli Stati Uniti, ma al momento l'indicazione si limita al trattamento della costipazione indotta da oppioidi in pazienti con malattie in fase avanzata sottoposti a cure palliative antidolorifiche, in caso di caso risposta insufficiente all'usuale terapia lassativa.
Lo studio presentato a Baltimora, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, è stato effettuato su una popolazione diversa: pazienti che assumevano quotidianamente oppiacei per il trattamento del dolore cronico non oncologico. I pazienti sono stati trattati con metilnaltrexone 12 mg/die, metilnaltrexone 12 mg a giorni alterni o placebo per 4 settimane. Nei 460 pazienti che hanno ricevuto almeno una dose del farmaco in studio, il dolore principale era un mal di schiena cronico, presente nel 60,4% dei casi.

I partecipanti hanno registrato su un diario la consistenza delle feci secondo una scala a 7 punti, lo sforzo alla defecazione mediante una scala a 4 punti e la sensazione di evacuazione completa.
Rispetto alla situazione basale, nei pazienti trattati col farmaco si è avuto un aumento del numero di evacuazioni spontanee settimanali con una sensazione di evacuazione completa significativamente maggiore rispetto ai controlli (1,9 con il trattamento a giorni alterni e 1,2 con il trattamento giornaliero contro 0,8 con placebo; P< 0.001 e P = 0.012, rispettivamente).

La riduzione dello sforzo legato all'evacuazione è stata significativamente maggiore in entrambi i bracci trattati con metilnaltrexone rispetto al gruppo placebo: 1,1 contro 0,8 (P = 0.008 per il trattamento a giorni alterni P = 0.015 per quello giornaliero).
In linea con quanto già evidenziato in studi precedenti, il farmaco è risultato ben tollerato e l'evento avverso più comune è stato il dolore addominale, manifestatosi in circa il 20% dei pazienti.

Questi numeri rappresentano una conferma di efficacia che va ad aggiungersi ai dati positivi già ottenuti nello stesso setting e presentati al congresso dello scorso anno dell'APS, a San Diego. Tutti questi risultati dovrebbero essere inclusi nella richiesta di ampliamento delle indicazioni l'azienda presenterà probabilmente all'Fda nel prossimo futuro.

Subcutaneous Methylnaltrexone Improves Bowel Movement Frequency and Quality in Patients With Chronic-Nonmalignant Pain and Opioid-Induced Constipation. Abstract 283