L'aggiunta del farmaco sperimentale AZD3355 alla terapia con inibitori della pompa protonica (PPI) migliora la pirosi retrosternale e il rigurgito nei pazienti affetti da malattia da reflusso gastroesofageo che continuano a manifestare i sintomi nonostante un dosaggio ottimale del PPI. Il dato emerge da uno studio randomizzato di fase II appena presentato al GASTRO 2009, congresso congiunto della United European Gastroenterology Federation (UEGF) e della World Gastroenterology Organization (WGO), tenutosi quest'anno a Londra.

Il farmaco è un nuovo agonista del recettore GABA-B, sviluppato da AstraZeneca e attualmente in fase II. Grazie al suo meccanismo d'azione, la molecola riduce il numero di episodi di rilassamento temporaneo dello sfintere esofageo inferiore (TLESR), ritenuti alla base degli episodi di reflusso.
In questo studio, gli autori ne hanno valutato l'efficacia e la sicurezza come terapia aggiuntiva nei pazienti con MRGE poco responsivi al trattamento con PPI.
I dati hanno evidenziato che il 16% dei pazienti trattati con il nuovo inibitore del reflusso ha mostrato una risposta al trattamento rispetto al solo 8% di quelli trattati con placebo (P = .026). Gli autori hanno definito risposta al trattamento l'aver avuto per non più di 24 ore sintomi di pirosi retrosternale e rigurgito, che dovevano essere di lieve intensità e verificarsi negli ultimi 7 giorni di trattamento.
"AZD3355 fornisce un'opzione terapeutica in più a quei pazienti che rispondono solo parzialmente ai PPI" ha dichiarato il coordinatore dello studio Guy E. Boeckxstaens, dell'Università Cattolica di Leuven, in Belgio, il quale ha anche aggiunto che "nonostante il trattamento con PPI, dal 20 al 30% dei pazienti con MRGE continuano a manifestare sintomi".

Lo studio presentato al meeting londinese ha avuto una durata di 4 settimane e ha coinvolto 244 pazienti adulti con MRGE che continuavano a manifestare sintomi di reflusso nonostante una terapia di 6 settimane con PPI ai dosaggi approvati. Dopo un periodo di run-in di 8-12 giorni, i pazienti sono stati randomizzati al trattamento con AZD3355 65 mg due volte al giorno (n = 114) oppure placebo (n = 118) in aggiunta alla terapia con PPI. Tre quarti dei pazienti (n = 181) manifestavano sintomi di pirosi retrosternale e/o rigurgito al basale, il 66% erano maschi e l'età media era di 50 anni.
I soggetti trattati con AZD3355 in aggiunta alla terapia con PPI non hanno avuto sintomi per un numero di giorni superiore rispetto a quelli trattati con placebo (rispettivamente 36% vs 21% per quanto riguarda la pirosi retrosternale, 37% vs 23% per il rigurgito e 19% vs 10% per entrambi i sintomi.
L'effetto avverso più comune osservato nello studio è stata la diarrea, manifestatasi nell'11% dei pazienti trattati col nuovo farmaco e nel 3% di quelli trattati con placebo, mentre nell'8% contro il 5% si è verificata parestesia temporanea e nel 7% contro il 3% si è avuto nausea. I pazienti che hanno sospeso il trattamento a causa degli eventi avversi sono stati 4 nel primo gruppo contro 2 nel secondo.

Secondo gli autori, i risultati dimostrano che la terapia aggiuntiva con AZD3355 migliora significativamente i sintomi della MRGE ed è ben tollerata nei pazienti colpiti dalla malattia che rispondono poco alla terapia con PPI, fornendo così un razionale al proseguimento dello sviluppo clinico della molecola.
Efficacy and Tolerability of the Novel Reflux Inhibitor, AZD3355, as Add-On Treatment in Patients With GERD With Continued Symptoms Despite Proton Pump Inhibitor Therapy. Abstract OP028