Questi dati erano già noti in quanto presentati lo scorso anno in anteprima all'ASCO, ma adesso lo studio è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine e può quindi essere meglio approfondito.
Lo studio, denominato CAIRO-2, cui hanno partecipato 755 pazienti, ha confrontato bevacizumab + chemioterapia XELOX, cioè capecitabina più oxaliplatino (378 pazienti), rispetto a cetuximab+ bevacizumab + chemioterapia XELOX (377 pazienti) in pazienti con tumore metastatico del colon retto non trattati in precedenza.

I risultati hanno dimostrato che l'aggiunta di cetuximab a bevacizumab e chemioterapia non incrementa il beneficio già raggiunto in termini di sopravvivenza libera da malattia.
I pazienti trattati con bevacizumab e chemioterapia sono vissuti più a lungo senza peggioramento della malattia rispetto a quelli trattati con cetuximab, bevacizumab e chemioterapia (PFS mediana = 10,7 mesi vs. 9,4 mesi).
I pazienti nel braccio contenente cetuximab hanno riportato un'incidenza di effetti collaterali gravi superiore del 10% rispetto al braccio con solo bevacizumab, risultato attribuito principalmente alla tossicità cutanea di cetuximab.
Entrambi i bracci hanno riportato benefici simili in termini di sopravvivenza mediana (20,4 mesi vs. 20,3 mesi).

Bevacizumab inibisce direttamente il fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), un mediatore chiave dell'angiogenesi (la crescita di nuovi vasi sanguigni). Bloccando l'angiogenesi del tumore con bevacizumab si blocca il rifornimento di sangue al tumore, necessario per la crescita e la diffusione di quest'ultimo nell'organismo (metastasi).
Cetuximab è un anticorpo monoclonale chimerico IgG specificamente diretto contro il recettore per
l'epidermal growth factor (EGFR). L'EGFR che fa parte di una ampia famiglia di recettori presenti sulla superficie cellulare. Questi recettori, qualora stimolati da fattori di crescita, appaiono coinvolti nella crescita, replicazione e differenziazione cellulare.
Alcuni tipi di cancro - in particolare polmone, prostata, colon-retto, ovaio, distretto cervico-facciale - iper-esprimono il recettore EGFR e questa iper-espressione è correlata alla metastatizzazione del tumore e a una  prognosi negativa. 
Studio del NEJM