Il ranelato di stronzio sembra avere l'NNT (number needed to treat) più basso rispetto agli altri farmaci anti-osteoporosi attualmente in uso per la prevenzione sia delle fratture vertebrali sia di quelle dell'anca.
Lo sostiene uno studio, pubblicato recentemente su Rheumatology International, che ha confrontato la riduzione del rischio assoluto (ARR, cioè la differenza aritmetica tra le percentuali di un dato evento con e senza il trattamento, in un determinato intervallo di tempo) e un parametro correlato, l'NNT (cioè il numero di pazienti che è necessario trattare in un determinato intervallo di tempo per prevenire un evento) per prevenire una frattura vertebrale e dell'anca nell'arco di 3 anni, relativi ai farmaci anti-osteoporosi attualmente disponibili in Europa.
Come è noto, più basso è il numero espresso dall'NNT, più efficace risulta essere il farmaco.

In generale, l'efficacia dei diversi agenti anti-osteoporosi viene confrontata solo sulla base della riduzione del rischio relativo di fratture. Un articolo pubblicato di recente sul British medical Journal ha però messo in dubbio la validità di questo approccio, sostenendo che può dar luogo a risultati scorretti e far risultare riduzioni eccessivamente alte per alcuni farmaci.
Un'analisi della risposta basata sulla riduzione del rischio assoluto e sull'NNT potrebbe invece fornire risultati più attendibili e realistici.

Per cercare di fare chiarezza su questo punto, gli autori dello studio hanno effettuato una metanalisi degli studi pivotal di fase III, randomizzati, in doppio cieco e controllati con placebo, facenti parte del dossier registrativo dei farmaci attualmente utilizzati in Europa per il trattamento dell'osteoporosi, e ne hanno confrontato i risultati in termini di AAR e NNT.

Dall'analisi è emerso che tutti i farmaci anti-osteoporosi a oggi disponibili hanno valori di NNT accettabili per la prevenzione delle fratture vertebrali, ma il ranelato di stronzio è quello più conveniente da questo punto di vista. Infatti, i valori di NNT per prevenire una frattura vertebrale in 3 anni è risultato pari a 9 per il Ranelato di Stronzio 2 g/die mentre i bisfosfonati avevano valori di NNT in un range compreso fra 14 e 21.

Come prevedibile, gli NNT per prevenire un frattura dell'anca in 3 anni sono più alti e variano tra 48 per il Ranelato di Stronzio a 91 per i bisfosfonati.
Nonostante qualche possibile bias nella selezione degli studi, dichiarato dagli stessi Autori, lo studio arriva alla conclusione che il trattamento farmacologico dell'osteoporosi è efficace nella prevenzione delle fratture, ma che gli agenti disponibili non sono tutti uguali in termini di NNT. In base ai risultati ottenuti, i farmaci anti-osteoporosi che sembrano avere gli NNT più bassi per la prevenzione delle fratture vertebrali e dell'anca sono quelli che stimolano la formazione dell'osso, come il ranelato di stronzio, piuttosto che quelli in grado di contrastarne il riassorbimento, come i bifosfonati e il raloxifene.

Johann D. Ringe John G. Dohert Absolute risk reduction in osteoporosis: assessing treatment efficacy by number needed to treat, Rheumatol Int 2009 Dec.25