In occasione dell’International Conference on Bipolar Disorders, terminata da poco a Miami, la International Society for Bipolar Disorders (ISBD) Task Force ha diffuso le sue raccomandazioni, attese da tempo, sull'uso degli antidepressivi nei disturbo bipolare. 

Le nuove raccomandazioni sono il risultato di una collaborazione internazionale di 70 esperti di disturbo bipolare provenienti da tutto il mondo, che hanno passato in rassegna ben 173 studi e numerose bozze e revisioni per valutare la qualità delle prove sull’uso degli antidepressivi in questa popolazione di pazienti.

"Il messaggio finale è che gli antidepressivi hanno un rapporto rischio-beneficio discutibile e nel disturbo bipolare dovrebbero essere utilizzati solo in alcuni casi" ha detto in un’intervista Eduard Vieta, dell’Università di Barcellona, che ha presentato le raccomandazioni per conto della task force, di cui è presidente. "In primo luogo” ha spiegato lo psichiatra, “non andrebbero utilizzati nella mania o negli episodi misti, ma solo nella depressione bipolare in pazienti che in passato hanno avuto una buona risposta agli antidepressivi e senza una storia di cicli rapidi o di rapidi passaggi alla mania".

Vieta ha poi aggiunto che gli antidepressivi non dovrebbero essere usati in pazienti con disturbo bipolare con caratteristiche miste durante un episodio depressivo o con alcuni sintomi maniacali durante la depressione, condizione, quest’ultima, che ora è anche riconosciuta nel nuovo DSM-5 come un sottotipo di depressione bipolare.

Le raccomandazioni della ISBD Task Force sono attualmente in corso di stampa sull’American Journal of Psychiatry. 

"Penso che questo gruppo di lavoro abbia dato un contributo molto importante e siamo molto soddisfatti del risultato" ha commentato Willem Nolen, professore di psichiatria presso lo University Medical Center di Groningen, in Olanda, che ha moderato la sessione in cui sono state presentate le indicazioni.

"È chiaro che il tema è ancora controverso, ma almeno ora abbiamo la sensazione che le raccomandazioni della task force siano condivise da oltre l'80% degli autori e questo dà a noi psichiatri che trattiamo il disturbo bipolare, e che ci chiediamo dove si collochino gli antidepressivi, una guida importante sulla quale poter fare affidamento”.

Nel trattamento acuto di un episodio depressivo nel disturbo bipolare si possono usare antidepressivi aggiuntivi per un episodio depressivo acuto di tipo bipolare I o II quando il paziente ha risposto positivamente in passato agli antidepressivi, mentre questi farmaci andrebbero evitati in caso di episodio depressivo acuto di tipo bipolare I o II con due o più sintomi concomitanti principali maniacali, in presenza di agitazione psicomotoria o di cicli rapidi.

Invece, un trattamento di mantenimento con antidepressivi aggiuntivi può essere preso in considerazione se un paziente ha una ricaduta depressiva dopo l'interruzione della terapia antidepressiva.

Quanto alla monoterapia con antidepressivi, andrebbe evitata nel disturbo bipolare di tipo I e nella depressione bipolare di tipo I e II  con due o più sintomi principali maniacali concomitanti.

Negli stati misti, gli antidepressivi andrebbero evitati durante gli episodi maniacali e depressivi con caratteristiche miste e nei pazienti bipolari con stati prevalentemente misti. Inoltre, bisognerebbe sospendere gli antidepressivi già prescritti nei pazienti che stanno avendo stati misti.

La task force raccomanda anche di prendere in considerazione un trattamento aggiuntivo con inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina e con antidepressivi triciclici solo dopo che aver provato altri antidepressivi. In caso di utilizzato di questi farmaci i pazienti dovrebbero essere monitorati attentamente, a causa di un aumento del rischio di switch o di destabilizzazione dell'umore.