Pfizer ha comunicato di aver sospeso ADVIGO 1018 (noto anche come A4021018), uno studio di fase III volto a valutare gli effetti dell'anticorpo monoclonale figitumumab in comninazione con erlotinib come terapia di seconda/terza linea in pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) avanzato, già trattati.
L'interruzione è stata raccomandata da un comitato indipendente incaricato del monitoraggio della sicurezza dei dati (DSMC), arrivato alla conclusione che era improbabile che l'aggiunta del biologico a erlotinib avrebbe fornito un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale  - endpoint primario dello studio - rispetto al solo erlotinib in questo setting.

Quello ad ADVIGO 1018 non è il primo stop nello sviluppo clinico di figitumumab, un inibitore del recettore dell'IGF-1. Già lo scorso dicembre l'azienda aveva interrotto lo studio di fase III ADVIGO 1016, su figitumumab come terapia di prima linea per il tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC), non adenocarcinoma. Anche in questo caso, il DSMC aveva ritenuto improbabile il raggiungimento dell'endpoint primario - il prolungamento della sopravvivenza globale - da parte del farmaco in combinazione con la chemioterapia (carboplatino più paclitaxel), rispetto alla sola chemioterapia.

Anche in quest'occasione, Pfizer ha dichiarato di voler utilizzare i dati ottenuti finora per migliorare il programma di sperimentazione clinica del farmaco, che continua a essere oggetto di studio come potenziale trattamento per diversi tipi di tumori, tra cui quello prostatico, della mammella e il sarcoma di Ewing.