Novartis ha reso noti oggi gli ultimi risultati che dimostrano come omalizumab raggiunga tutti gli endpoint primari e secondari di uno studio registrativo di fase III sull’orticaria cronica spontanea (CSU) (1), una forma cronica e debilitante di orticaria con un numero limitato di opzioni terapeutiche approvate ( 2-4).

I dati sono stati presentati per la prima volta alla European Academy of Allergy and Clinical Immunology-World Allergy Organization (EAACI-WAO) World Allergy and Asthma Congress 2013, in corso a Milano.

Omalizumab attualmente non è stato ancora approvato nell’indicazione per la CSU. La sottomissione della richiesta di approvazione per omalizumab nella CSU è programmata a livello internazionale entro fine anno.

GLACIAL è il secondo di tre studi pivotali di fase III che indagano l’efficacia e la sicurezza di omalizumab nella CSU. I risultati dello studio supportano l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di omalizumab  nei pazienti con CSU refrattaria, malattia della pelle cronica e debilitante con prurito ed eruzioni cutanee difficili da trattare (1). Fino al 40% dei pazienti non ha ottenuto benefici dagli antistaminici, nonostante l’assunzione fino a quattro volte il dosaggio indicato (5). Gli antistaminici, nelle dosi indicate, sono attualmente il solo trattamento approvato per la CSU.

Nello specifico, più di un terzo dei pazienti trattati con omalizumab nello studio GLACIAL sono stati completamente liberi da prurito ed eruzioni cutanee entro la 12ma settimana, rispetto al 5% dei pazienti trattati con placebo (p<0,001)1. Nello stesso periodo di tempo, la quota dei pazienti i cui sintomi di CSU (prurito, ponfi) erano ben controllati è stata quattro volte più elevata nel gruppo trattato con omalizumab rispetto a quello trattato con placebo (52% e 12% rispettivamente, p<0,001)1. I significativi miglioramenti osservati con omalizumab sono rimasti stabili durante il periodo di trattamento fino alla 24ma settimana.

Lo studio ha anche valutato l’impatto sulla qualità della vita (QoL), un parametro importante dal momento che fino all’80% dei pazienti con CSU soffre di effetti negativi sulla propria qualità della vita, compresa insonnia e comorbilità psicologiche come depressione e ansia6. I pazienti trattati con omalizumab hanno registrato un miglioramento dei parametri di QoL quasi doppio rispetto a quelli con placebo (riduzione di 9,7 e 5,1 punti rispettivamente, p<0,001), valutando il miglioramento in base agli standard previsti dal Dermatology Life Quality Index (DLQI) (1).

È un dato significativo, dal momento che all’avvio dello studio i pazienti di entrambi i gruppi avevano un punteggio superiore a 12, che indica un impatto rilevante sulla loro qualità della vita. Omalizumab ha consentito una riduzione di quasi 10 punti DLQI entro la dodicesima settimana, portandolo a 2,3 punti. Questo indica un importante miglioramento nella qualità della vita dei pazienti.

I pazienti trattati con omalizumab hanno anche registrato un rilevante incremento nel numero di giorni liberi da gonfiore degli strati profondi della pelle, noto come angioedema (p<0,001) (1). L’angioedema è una condizione dolorosa e deformante e ne soffre dal 40-50% circa dei pazienti con CSU (5).

Nello studio, l’incidenza e la gravità di eventi avversi (AE) sono stati simili tra coloro che hanno ricevuto omalizumab o il placebo, e non sono stati rilevati nuovi problemi di sicurezza1. Non ci sono stati significativi squilibri in termini di AE, ad eccezione di mal di testa e infezioni alle alte vie respiratorie, più comuni nel gruppo trattato con omalizumab, e congestione sinusale, emicrania e orticaria idiopatica, più comuni nel gruppo con placebo (1).

Conosciuta negli Stati Uniti anche come orticaria cronica idiopatica (CIU), la CSU è una severa e dolorosa condizione della pelle caratterizzata da eruzione cutanea con arrossamento, gonfiore e prurito talvolta doloroso o da ponfi sulla pelle (2,3); si presenta spontaneamente e ritorna per una durata di più di sei settimane (4).

Questa condizione di solito ha una durata prolungata, da 1 a 5 anni (nel 11-14% dei pazienti dura oltre 5 anni) e determina effetti dannosi sulla salute fisica emotiva sia su quella psicologica del paziente.
Non ci sono trattamenti approvati per la CSU, che siano efficaci su larga scala in più del 50% dei pazienti non responsivi ai dosaggi approvati di antistaminici, cardine dell’attuale terapia sintomatica (6).

Le linee guida cliniche permettono di incrementare in alcuni pazienti la dose di antistaminici, fino a quattro volte quella approvata, allo scopo di migliorare il controllo dei sintomi (6). Gli antistaminici anti-H1 non sedativi sono attualmente i farmaci scelti per il trattamento iniziale e gli unici autorizzati per il trattamento di questa patologia. Tuttavia, la maggioranza dei pazienti è resistente a tali farmaci, anche quando utilizzati a dosi 3-4 volte superiori a quelle approvate. Nel mondo, la prevalenza di CSU è tra lo 0,5% e l’1% (6).

Referenze bibliografiche
1.        Maurer M, Staubach P, Ashby M, et al. The safety and efficacy of omalizumab in chronic idiopathic/spontaneous urticaria (CIU/CSU): results from a Phase III randomized, double-blind, placebo-controlled study. European Academy of Allergy and Clinical Immunology-World Allergy Organization (EAACI-WAO) World Allergy and Asthma Congress annual meeting 2013. Late Breaking Poster. 25 June 2013, 12:00 p.m.

2.        Asthma and Allergy Foundation of America (AAFA) website. “Chronic Urticaria (Hives).” http://www.aafa.org/display.cfm?id=9&sub=23&cont=328 . Accessed November 14, 2012.

3.        American Academy of Allergy Asthma & Immunology (AAAAI) website. “Skin Allergy Overview.” http://www.aaaai.org/conditions-and-treatments/allergies/skin-allergy.aspx . Accessed November 14, 2012.

4.        Casale T, Maurer M, Hsieh HJ, et al. Efficacy and safety of omalizumab in chronic idiopathic/spontaneous urticaria: results from a phase III, randomized, double-blind, placebo-controlled trial (ASTERIA II). AmericanAcademy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI) annual meeting. 4611 Late Breaking OralAbstractI. 25 March 2013, 2:30 pm.

5.        Sánchez-Borges M, Asero R, Ansotegui IJ, et al. Diagnosis and treatment of urticaria and angioedema: a worldwide perspective (position paper). World Allergy Organization Journal. 2012; 5:125–147.

6.        Maurer M, Weller K, Bindslev-Jensen C, et al. Unmet clinical needs in chronic spontaneous urticaria. A GA2LEN task force report. Allergy 2011; 66: 317–330.