Orticaria spontanea cronica nei bambini, maggiore sensibilitā all'aspirina

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Circa un quarto dei bambini e degli adolescenti con orticaria spontanea cronica (CSU) sono ipersensibili all’aspirina. Per i bambini con orticaria cronica, la determinazione dell’eccessiva sensibilità ai farmaci antinfiammatori non steroidei nel setting clinico ben controllato può aiutare nell’evitare le reazioni gravi di ipersensibilità verso queste molecole. Questo è quanto riportato in un recente articolo pubblicato sulla rivista Allergy.

L’aspirina è stato il primo Fans introdotto come analgesico e antipiretico. E’ un farmaco efficace ma anche accompagnato da effetti collaterali. Generalmente, ponfi e/o angioedema diventa chiaro da una Quattro ore dopo l’ingestione di aspirina e si risolve nel giro di poche ore o al massimo entro qualche giorno. In più, lo skin test sul siero autologo positivo (ASST) e l’esistenza in contemporanea di angioedema sono fattori di rischio per la CSU prolungata e severa in questo gruppo di pazienti.

Reazioni di ipersensibilità ai Fans interessano lo 0.3% della popolazione generale, e nello 0.55% dei bambini con orticaria ricorrente e angioedema, nel 4% dei bambini con l’asma e con rinite allergica e nel 68.2% dei piccoli pazienti con storia di ipersensibilità ai Fans che sono stati rinviati a un centro di salute terziaria per le malattie allergiche.

Il disturbo cutaneo esacerbato è definito come il peggioramento dei ponfi e/o dell’angioedema in pazienti con storia di CSU.
Dati riguardo alle reazioni di ipersensibilità ai Fans nei bambini sono scarse rispetto agli adulti e non ci sono studi in letteratura che hanno riportato la frequenza dell’ipersensibilità all’aspirina in pazienti con CSU.

L’obiettivo di questo studio è stato quello di definire “l’ipersensibilità all’aspirina” in bambini e adolescenti in un ben definito gruppo di pazienti con CSU e nel descrivere i loro profili clinici.
Nello studio sono stati reclutati 81 bambini con una storia di CSU in un periodo di tre anni (marzo 2011-aprile 2014).

La presenza giornaliera dell’orticaria o almeno per 4 giorni la settimana viene definita come “orticaria cronica persistente”(CPU), mentre la presenza di orticaria per 2-4 giorni a settimana è stata definita come “orticaria cronica ricorrente” (CRU). Un test di provocazione in singolo contro placebo (SBPCPT) con aspirina è stato condotto su bambini con CSU.

I risultati hanno mostrato che pazienti con CRU hanno una più lunga durata dei sintomi cutanei [1.6(0.5–4) vs. 0.6(0.3–1.5) anni] e lo stress era meno frequentemente vissuto come un fattore scatenante nei pazienti con CRU in confronto a pazienti con CPU (p<0.016, p=0.024, rispettivamente).
Il test SBPCPTs con l’aspirina ha rivelato che 14 dei 58 pazienti (24%) con CPU, e uno dei 10 pazienti con CRU (10%), erano ipersensibili all’aspirina.
La percentuale di ipersensibilità all’aspirina è stata del 26.5% in pazienti con età inferiore ai 12 anni.

Tutti e 15 i pazienti con ipersensibilità all’aspirina (età tra i 6.6-17.4 anni), tranne tre, hanno sperimentato un inequivocabile angioedema del labbro come reazione positiva nell’SBPCPT.

In conclusione, i risultati di questo studio suggeriscono che una parte non trascurabile di bambini e adolescenti con CSU hanno ipersensibilità all'aspirina. Inoltre, occorre prestare attenzione con bambini con CSU e asma concomitante durante il test di provocazione con FANS  a causa della possibilità di induzione di broncospasmo. Le reazioni gravi di ipersensibilità verso i Fans possono essere evitate nei bambini con CSU grazie alla determinazione dell’ipersensibilità.

Emilia Vaccaro
Cavkaytar O. et al. Challenge-proven aspirin hypersensitivity in children with chronic spontaneous urticaria. Allergy. 2014 Oct 29. doi: 10.1111/all.12539.
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