Pimavanserin, un antagonista selettivo del sottotipo 5 - HT2A del recettore della serotonina si è dimostrato utile per alleviare i sintomi della psicosi nei pazienti affetti da morbo di Parkinson in uno studio randomizzato e controllato di fase III presentato durante i lavori del World Parkinson Congress, chiusosi da poco a Montreal.

Il trattamento con il farmaco sperimentale, che è sviluppato dalla biotech californiana Acadia pharmaceuticals, si è associato a una riduzione maggiore dei punteggi relativi ai sintomi positivi come le allucinazioni valutati mediante la scala SAPS-PD (una versione della Scale for Assessment of Positive adattata per il Parkinson) rispetto a quella ottenuta con placebo (-5,79 contro -2,73; differenza media dei minimi quadrati, LSM 3,06 , P = 0,001) 

Nel Parkinson, fino al 60% dei pazienti sviluppa una psicosi, che è uno dei motivi principali per cui i pazienti vengono ricoverati in case di cura, ha spiegato il primo autore del lavoro, Jeffrey Cumming ,del Cleveland Clinic Lou Ruvo Center for Brain Health di Las Vegas.

Al momento, non vi è alcun farmaco approvato per il trattamento di questa condizione e quelli provati finora non si sono rivelati efficaci, oltre ad essere risultati associati a ictus, parkinsonismo, anomalie ematologiche ed eventi avversi cardiovascolari, tra cui la morte improvvisa .

Nei precedenti studi di fase III, pimavanserin ha dimostrato alcuni benefici clinici, ma senza una differenza significativa rispetto al palcebo a causa di un marcato effetto placebo.

Cumming e i suoi colleghi hanno quindi progettato uno studio ambulatoriale su 199 pazienti per minimizzare quest’effetto, tramite l'utilizzo di valutazioni centralizzate, di un breve intervento psicosociale non farmacologico offerto ai pazienti prima dell'inizio del trattamento e alla somministrazione di una terapia stabile per la malattia di Parkinson.

Nel complesso, si è osservato un miglioramento del 37% dei punteggi della scala dei sintomi positivi nel gruppo pimavanserin contro un miglioramento del 14% nel gruppo placebo (P < 0,001).

Al di là di tale miglioramento, che era l’endpoint primario dello studio, secondo quanto riferito da Cumming si sono osservati benefici "altamente significativi e clinicamente significativi" anche su outcome secondari, come il punteggio della scala CGI (differenza LSM 0,67; P = 0,001).

Inoltre, si sono osservati benefici clinici in tutte le misure esplorative di efficacia, con miglioramenti significativi del sonno notturno, della sonnolenza diurna e dell’impatto sul caregiver.

E ancora, Il trattamento con pimavanserin è risultato non inferiore rispetto al placebo per quanto riguarda l’effetto sulla funzionalità motoria (misurata mediante la Unified Parkinson Disease Rating Scale II + III), che era l’endpoint secondario chiave, e si è dimostrato sicuro e ben tollerato.

Gli eventi avversi più comuni sono stati le infezioni delle vie urinarie (13,5% nel gruppo pimavanserin contro 11,7% nel gruppo placebo) e le cadute ( rispettivamente 10,6% contro 8,5%). Gli unici eventi avversi verificatisi in più di un paziente,invece, sono stati le infezioni del tratto urinario (in un paziente del gruppo di controllo e in tre di quello in trattamento attivo) e i disturbi psicotici (in due dei pazienti del gruppo pimavanserin).

"Questi dati suggeriscono che pimavanserin potrebbe essere il capostipite di una nuova classe, quella degli inibitori selettivi dei recettori non- dopaminergici 5-HT2A, e che potrebbe essere utile e ben tollerato nei pazienti con psicosi associata al Parkinson" concludono i ricercatori.

J. Cumming, et al. Antipsychotic efficacy and motor tolerability in a phase III placebo-controlled study of pimavanserin in patients with Parkinson's disease psychosis. WPC 2013; abstract P12.09