In uno studio di fase III, pegaptanib (Macugen, Pfizer) ha dimostrato di migliorare in modo significativo la visione nei pazienti affetti da edema maculare diabetico, una complicanza del diabete che rappresenta la principale causa di cecità nelle persone in età lavorativa. Il 37% dei pazienti trattati con il farmaco, infatti hanno guadagnato due linee (10 lettere) di visione nell'ottotipo ETDRS a 54 settimane contro il 20% dei pazienti trattati con un placebo, consistente in un'anestesia e un'iniezione simulata nell'occhio. I dati del trial sono stati presentati da Frank G. Holz, direttore dell'University Eye Hospital dell'Università di Bonn, in occasione del World Ophthalmology Congress (WOC) a Berlino.

Pegaptanib è un oligonucleotide peghilato modificato che si lega con alta specificità ed affinità al fattore di crescita vascolare endoteliale extracellulare (VEGF-165) inibendone l'attività angiogenetica e l'effetto di aumento della permeabilità vasale.
Per ora il farmaco è approvato in Europa e negli Stati Uniti per il trattamento della degenerazione maculare senile essudativa, mentre non esistono al momento terapie farmacologiche approvate per l'edema maculare diabetico, una condizione che, se non trattata, porta a una moderata perdita della visione entro tre anni nel 25% dei pazienti. Anche grazie all'esito positivo del trial presentato a Berlino, Pfizer intende ora chiedere all'Ema un ampliamento dell'indicazione di pegaptanib, che includa anche l'edema maculare diabetico.

Nello studio presentato al WOC, i pazienti trattati con pegaptanib hanno guadagnato 5,2 lettere di acuità visiva a un anno contro 1,2 nei pazienti del gruppo placebo (P < 0,05), mentre alla fine del secondo anno, il guadagno è stato in media di 6,1 lettere nel primo gruppo contro 1,3 nei controlli (P < 0,01). Tutti i pazienti arruolati nello studio erano candidabili alla laserterapia, l'attuale standard di trattamento della malattia, a partire dalla settimana 18 a discrezione del curante, in accordo con le linee guida ETDRS.

Lo studio, denominato A5751013, è un trial multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, della durata di 2 anni, con un'estensione in aperto a 3 anni. L'analisi primaria ha coinvolto 260 pazienti con edema maculare diabetico, arruolati in 56 centri. L'obiettivo del lavoro era valutare efficacia e sicurezza del farmaco in questi pazienti rispetto al placebo.

Nel complesso, pegaptanib è stato ben tollerato e nel corso del trial non sono emersi elementi nuovi o inattesi di safety. I più comuni eventi avversi manifestatisi durante il trattamento sono stati a livello oculare e tra questi vi sono stati emorragia congiuntivale (22%), dolore oculare (10%), cheratite puntata (11%) ed edema retinico diabetico (11%). L'incidenza di questi effetti è stata simile nei due gruppi o addirittura inferiore nei pazienti in trattamento attivo. Invece, l'aumento della pressione intraoculare legato alla procedure di iniezione è stato 2,5 volt epiù frequente nei pazienti trattati col farmaco (17) che nei controlli (7).
In ogni caso, gli eventi avverso sono stati in linea con quelli osservati negli studi clinici eseguiti sui pazienti con degerazione maculare senile essudativa e nella fase post-marketing.

"C'è un grosso bisogno di nuove strategie terapeutiche per la cura dell'edema maculare diabetico" ha dichiarato Paul Mitchell, direttore del Centre for Vision Research del Westmead Millennium Institute for Medical Research di Westmead, in Australia, tra gli autori dello studio. "Il nostro trial, insieme ad altri pubblicati di recente, mette in luce le potenzialità dell'inibizione del VEGF nel trattamento di questa malattia". Altri due farmaci anti-VEGF in studio per questa condizione sono la proteina di fusione aflibercept (Bayer e Regeneron) e, in fase più avanzata di sviluppo, l'anticorpo monoclonale ranibizumab (Lucentis, Roche).

Secondo le stime della International Diabetes Federation, le persone affette da diabete sono circa 285 milioni in tutto il mondo; di queste, il 14% sviluppa come complicanza l'edema maculare diabetico, la cui prevalenza sale al 29% nei soggetti che assumono insulina per oltre 20 anni. Inoltre, si prevede un continuo aumento dell'incidenza delle complicanze oculari, in parallelo con l'aumento drammatico dell'incidenza del diabete previsto per i prossimi 20 anni