Il vaccino acellulare contro la pertosse sembra diventare meno efficace via via che passa il tempo dall’ultima vaccinazione. Lo evidenzia un ampio studio caso-controllo americano pubblicato oggi sul Journal of the American Medical Association.

Lo studio (opera di un gruppo di ricercatori dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta e del California Department of Public Health) mostra che i bambini che hanno avuto la pertosse avevano meno probabilità di aver fatto tutte e cinque le dosi del vaccino DTaP (contro difterite, tetano e pertosse) rispetto ai controlli.

Ma anche nei casi in cui sono state fatte tutte e cinque le iniezioni, l'efficacia del vaccino è risultata più alta in coloro avevano fatto l’ultima dose un anno prima e più bassa in coloro che avevano finito il ciclo vaccinale da 5 o più anni.

I risultati, basati sull’epidemia di pertosse verificatasi in California nel 2010, indicano che sono necessari una revisione dei programmi vaccinali e, forse, anche lo sviluppo di un nuovo vaccino, scrivono gli autori, guidati da Lara Misegades dei CDC.

Il primo vaccino contro la pertosse, introdotto nel 1940 e basato su cellule intere uccise del batterio responsabile della malattia, Bordetella pertussis, ha ridotto drasticamente l'incidenza della malattia.

Tuttavia, il vaccino a cellula intera provoca una serie di effetti avversi, per cui, nel 1990, è stata introdotta una nuova versione acellulare attiva anche contro la difterite e il tetano.

Da allora, in diverse epidemie si è notato che i bambini dai 7 ai 10 anni appaiono meno protetti dei bambini più piccoli. Anche nell’epidemia del 2010 in California, l’impatto maggiore della malattia si è osservato nella fascia di età 7-10 anni nonostante l’alta copertura vaccinale, indice di un possibile affievolirsi della protezione vaccinale nel tempo.

Per verificare quest’ipotesi, i ricercatori hanno studiato la storia vaccinale di 2.698 bambini dai 4 ai 10 anni residenti in 15 contee della California durante l'epidemia del 2010, di cui 682 avevano sviluppato la pertosse e 2016 erano controlli di pari età. Per ogni caso, i ricercatori hanno selezionato tre controlli.

Gli outcome principali dell'analisi erano gli odds ratio (OR) dell’associazione tra pertosse e il completamento dell’intero ciclo vaccinale e dell'associazione tra le pertosse e il tempo trascorso dall’ultima vaccinazione. Dagli OR gli autori hanno calcolato l’efficacia stimata del vaccino, definita come 1-OR x 100%.

Le analisi hanno mostrato che 53 casi (7,8%) e 19 controlli (0,9%) non avevano fatto alcuna vaccinazione contro la pertosse.

Rispetto ai controlli, i bambini con la pertosse avevano meno probabilità di aver ricevuto tutte le dosi di vaccino DTaP (OR 0,11; IC al 95% 0,06-0,21) e l'efficacia del vaccino in questo gruppo è risultata dell’88,7%.

Quando i bambini sono stati suddivisi in base al tempo trascorso dall’ultima vaccinazione, si è visto che i bambini con la pertosse avevano meno probabilità rispetto ai controlli di aver fatto la quinta iniezione da meno di 12 mesi (OR 0,02, 95% CI 0,01-0,04; efficacia stimata del vaccino 98,1%).

Infine, gli odd ratio sono aumentati per ogni anno in più, raggiungendo 0,29 a 60 mesi o più, mentre l'efficacia del vaccino corrispondente è diminuita, scendendo al 71,2% nello stesso arco di tempo.

I risultati di questo studio vanno a rafforzare il "consenso crescente" sull’idea che i vaccini acellulari siano meno efficaci rispetto ai precedenti vaccini a cellula intera, osserva Eugene Shapiro, della Yale University, nel suo editoriale di commento. Ma la causa di questa differenza non è chiara, dice l’esperto. Le possibili spiegazioni vanno da un declino precoce dell’immunogenicità, come suggeriscono gli autori dello studio, alle variazioni genetiche del patogeno.

Comunque, afferma Shapiro, per quanto non perfetti, questi vaccini sono efficaci ed è importante usare "i vaccini attuali per fornire i benefici ottimali", in particolare ai bambini piccoli, che sono i più vulnerabili alla pertosse.

Come lo si debba fare, ha sostenuto Shapiro, saranno i prossimi studi a dirlo, i quali dovranno valutare diverse schedule vaccinali, diverse popolazioni destinatarie, variazioni dei tempi di richiamo e, forse, anche un ritorno parziale ai vaccini a cellula intera.

L.K. Misegades, et al. Association of childhood pertussis with receipt of 5 doses of pertussis vaccine by time since last vaccine dose, California, 2010. JAMA 2012; 308: 2126-2132.
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