Uno studio pubblicato sul NEJM mostra che la protezione contro la pertosse, fornita dal vaccino antidifterico, antitetanico e antipertossico (DTaP), si riduce nei cinque anni successivi alla somministrazione dell’ultima dose del farmaco, aumentando ogni anno del 42% il rischio di sviluppare la malattia.

Come spiegato nello studio, negli Stati Uniti, prima dei 7 anni, i bambini ricevono cinque dosi del vaccino DTaP. Gli esperti hanno valutato il rischio di sviluppare la pertosse dopo la somministrazione della quinta dose della vaccino, in un gruppo di bambini provenienti dalla California, nel periodo di tempo compreso tra il 2006 e il 2011. I ricercatori hanno condotto uno studio caso-controllo arruolando membri del Kaiser Permanente della California del Nord che erano stati vaccinati con DTaP a 47 e 84 mesi di età. I bambini con pertosse confermata dai risultati della PCR (polymerase-chain-reaction) sono stati comparati con due gruppi di controlli costituiti da bambini negativi alla pertosse e bambini sani provenienti dalla popolazione generale.

I ricercatori hanno comparato 277 bambini, dai 4 ai 12 anni, positivi alla pertosse con 3.318 bambini negativi alla malattia e a 6.086 controlli sani. I bambini che avevano sviluppato la pertosse avevano una probabilità maggiore di aver ricevuto l’ultima dose del vaccino prima, rispetto ai bambini che non avevano sviluppato la pertosse (P<0,001) o ai controlli sani (P=0,005). Dopo 5 anni dall’ultima dose del vaccino, il rischio di sviluppare la pertosse aumentava del 42% ogni anno (HR 1,42 (IC 95% 1,21-1,66).

In base a questi risultati gli autori dello studio sottolineano la necessita di sviluppare nuovi vaccini contro la pertosse o di riformulare quelli già esistenti in modo da estenderne l’efficacia a lungo termine.

Sanofi, che possiede due vaccini DTaP commercializzati in Usa ha commentato che il ridotto numero di diagnosi e la mancanza di immunizzazione negli adulti aumentano la diffusione della malattia. GlaxoSmithKline, che possiede tre vaccini DTaP, anch’esse commercializzati negli Stati Uniti, ha affermato che l’azienda sta lavorando con i CDC (Centers for desease of Control and Prevention) e altre autorità per la salute pubblica per capire quali siano le cause dell’aumento dell’incidenza della pertosse.

La pertosse è una malattia infettiva contagiosa provocata dal batterio gram-negativo e cocco-bacillo B. pertussis e causa un'infezione acuta delle vie respiratorie. La pertosse può colpire individui di tutte le età, ma la sua manifestazione è più frequente nei bambini dai 2 ai 6 anni. Il bacillo si combatte per mezzo di antibiotici, particolarmente utili nella fase catarrale. Per curare l'infiammazione si utilizza il cortisone, mentre la tosse viene diminuita attraverso sedativi del sistema nervoso. La profilassi si basa sulla vaccinazione preventiva che è raccomandata, e contempla l'isolamento del malato. La vaccinazione si effettua a tre mesi di età, con tre somministrazioni distanziate di 8 settimane, seguite da due dosi di richiamo, una a 16-18 mesi, l'altra a 6 anni.

Nicola P. Klein et al., Waning Protection after Fifth Dose of Acellular Pertussis Vaccine in Children N Engl J Med 2012; 367:1012-101
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