Robin Shattock, immunologo dell’Imperial College di Londra, in una relazione tenuta in occasione del congresso IAS 2011 che si svolge in qiuesti giorni a Roma e che è il più importante congresso mondiale sull’AIDS, ha affermato che per preveire l’infezione da HIV è giunto il tempo di considerare una combinazione di strategie, biomediche e non.

La combinazione di strategie non biomediche, orientata al cambiamento comportamentale e all’intervento nei diversi gruppi sociali per ridurre il rischio e la vulnerabilità all’HIV, è stata applicata per quasi tre decenni, con successi alterni.

Queste strategie includono la diagnosi e il trattamento delle infezioni sessualmente trasmissibili (MTS), l’educazione sull’HIV e la conoscenza dello stato di sieropositività, il marketing sociale sull’utilizzo del profilattico, il cambiamento delle norme comportamentali, la prevenzione della trasmissione del virus in gravidanza, lo scambio di siringhe per evitare l’uso condiviso di aghi, la sicurezza delle trasfusioni, il controllo delle infezioni nosocomiali e la protezione legale per le persone con HIV/AIDS.

Tuttavia, un certo numero di nuovi strumenti biomedici (o tecnologie di prevenzione) ha dimostrato un successo variabile nelle sperimentazioni controllate randomizzate tra cui:

• circoncisione maschile (57%);
• somministrazione orale quotidiana di tenofovir (TDF) più emtricitabina (FTC) utilizzata come profilassi prima dell’esposizione (PrEP orale) da uomini HIV-negativi che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM) (studio iPrEX) (44%);
• l’utilizzo di un gel vaginale (microbicida) all’1% di tenofovir, applicato sulla vagina prima e dopo il rapporto sessuale da donne HIV-negative come profilassi topica pre-esposizione (studio CAPRISA 004) (39%);
• un regime “prime boost” di vaccinazione per l’HIV (studio RV144) (31% d’efficacia);
• “treatment for prevention (T4P)”: il tempestivo e precoce utilizzo della terapia antiretrovirale in persone con HIV ha dimostrato una riduzione del 96% della possibilità di trasmissione eterosessuale a un partner non sieropositivo (HPTN052)


Gli approcci che possono essere studiati ora includono una valutazione focalizzata della circoncisione maschile combinata con l’utilizzo di gel microbicidi per le partner femminili. Una seconda combinazione da valutare sarebbe quella tra la T4P per i partner infetti e la PrEP antiretrovirale per i partner HIV-negativi. Almeno il 18% delle trasmissioni sessuali nella sperimentazione HPTN052 potrebbe essere avvenuto al di fuori della relazione primaria. In questo modo l’offerta della PrEP ARV per il partner HIV-negativo insieme alla T4P per il partner infetto potrebbe fornire un’opzione più efficace per evitare l’infezione.