Due vaccini antinfluenzali diretti contro quattro ceppi del virus, anziché i tre attuali, si sono dimostrati promettenti in tre studi clinici presentati alla ID Week 2012, a San Diego.
I vaccini sperimentali ‘quadrivalenti’ agiscono contro due ceppi di influenza A, così come gli attuali farmaci trivalenti, ma hanno anche antigeni contro due ceppi di influenza B, anziché uno solo come quelli tradizionali.

I due preparati in fase di studio sono sviluppati da due aziende diverse (Sanofi e GlaxoSmithKline) e i tre lavori presentati ne hanno valutato diversi aspetti di immunogenicità e sicurezza.
I tre studi sono stati condotti su bambini fino a 9 anni, adulti dai 18 anni in su e anziani over 65 anni. Ogni studio aveva tre bracci: uno trattato col vaccino quadrivalente, uno con un vaccino trivalente approvato e uno con un vaccino trivalente simile, ma con un ceppo B diverso. L'aggiunta di un ceppo B supplementare dovrebbe, in linea di principio, evitare le discordanze tra i vaccini che sono ormai comuni, ha commentato Timothy Uyeki, MD, del CDC di Atlanta, che non era coinvolto in nessuno degli studi, ma ha moderato la sessione in cui sono stati presentati i risultati.

Nel primo lavoro, i risultati combinati di studi tre di fase II/III hanno dimostrato che un vaccino quadrivalente sviluppato da Sanofi Pasteur (contro i ceppi A/H1N1, A/H3N2, B/Victoria, and B/Yamagata) ha profili di sicurezza e immunogenicità simili a quelli dei due vaccini trivalenti di confronto (diretti contro entrambi i ceppi A e uno contro B/Victoria e l’altro contro B/Yamagata).
La risposta anticorpale a tutti e quattro i ceppi contenuti nel vaccino quadrivalente non è stata inferiore a quelli indotta dai ceppi equivalenti nei vaccini trivalenti di controllo.
Ma le risposte anticorpali ai ceppi B del vaccino quadrivalente sono risultate superiori a quella provocata dal vaccino di controllo che non conteneva il ceppo B corrispondente, ha riferito il primo autore del lavoro David Greenberg, di Sanofi Pasteur.

I risultati sono stati simili in uno studio randomizzato e in doppio cieco su un altro vaccino quadrivalente, sviluppato, da GlaxoSmithKline.
In questo lavoro, Joanne Langley, della Dalhousie University di Halifax, e gli altri autori hanno testato il vaccino su 2.793 bambini e ragazzi di età compresa da 3 a 17 anni, confrontato ancora una volta con due vaccini trivalenti di controllo, ognuno contenente una delle due linee B.

Anche in questo caso, la sicurezza dei tre vaccini è risultata simile e l’immunogenicità del vaccino quadrivalente non è risultata inferiore a quella degli altri due rispetto ai ceppi in comune, ma superiore a quella del vaccino di controllo che non conteneva il ceppo B corrispondente.
Il terzo studio è stato eseguito su 5.168 bambini dai 3 agli 8 anni in buona salute, vaccinati in rapporto 1:1 con il prodotto quadrivalente di GSK o con un vaccino contro l'epatite A (HAV) prima della stagione 2010-2011 allo scopo di valutare l'efficacia del vaccino antinfluenzale.

Nel complesso, ha riferito Varsha Jain, di GlaxoSmithKline, il vaccino antinfluenzale testato ha mostrato un'efficacia preventiva del 55,4%.
Tuttavia, contro l'influenza di gravità medio-alta (definita in base alla presenza di una febbre superiore a 39 °C o di un’otite media acuta, di segni di malattia delle basse vie respiratorie o di complicanze extra-polmonari) l'efficacia del vaccino è stata ancora superiore: 73,08%.

Uyeki, ha spiegato che i due ceppi principali di influenza B - Victoria e Yamagata - hanno circolato contemporaneamente per più di un decennio negli Stati Uniti. Scegliere quale dei due includere nel vaccino antinfluenzale annuale è stato un gioco d'azzardo che con i nuovi vaccini non dovrebbe più rappresentare un problema.
Quando il ceppo B incluso nel vaccino non corrisponde a quello effettivamente circolante, c'è poca protezione contro l'influenza B, ha detto il moderatore. "L’idea è che includendo entrambi i ceppi nello stesso vaccino si abbia una maggiore protezione" ha aggiunto Uyeki.

Lo specialista ha poi segnalato che c’è la diffusa percezione che l'influenza B non provochi una malattia grave, ma questo, ha spiegato, non è sempre vero, specie nei bambini.
Nell’insieme, ha concluso, non sembrano esserci differenze di immunogenicità e sicurezza tra i vaccini quadrivalenti e trivalenti , ma ora servono più dati sull’efficacia e l’efficienza raccolti in diverse stagioni influenzali.

D.P. Greenberg, et al. Report of three phase II/III clinical trials of quadrivalent inactivated influenza vaccine (QIV) containing two A and two B strains among children, adults, and seniors. IDWeek 2012; abstract 179
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V.K. Jain, et al. Efficacy of an inactivated quadrivalent influenza vaccine candidate, in children 3 to 8 years of age. IDWeek 2012; abstract 1793.
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J.M.Langley, et al. Immunogenicity and safety of an inactivated quadrivalent influenza vaccine candidate: a randomized controlled trial in children. IDWeek 2012; abstract 179
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