Il propanololo, un farmaco β-bloccante non selettivo, potrebbe essere un'opzione di trattamento per il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) in quanto sembrerebbe interrompere il riconsolidamento della memoria traumatica. E' il risultato di uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Neurologia e Neurochirurgia dell'Università di Montreal e presentato recentemente alla 60ma Conferenza della Canadian Psychiatric Association.

I risultati dello studio hanno mostrato che in pazienti con PTSD, la somministrazione di 40 mg di propanololo immediatamente dopo il "richiamo" della memoria seguiti da 60 mg del farmaco somministrati 2 ore dopo, sembrerebbe indurre una parziale amnesia. 

Il trial ha arruolato 19 pazienti con PTSD che presentavano i sintomi della malattia da almeno 10 anni.
Durante lo studio i pazienti sono stati invitati a ricordare il trauma subito scrivendo i particolari della loro esperienza e le emozioni provate. Nove pazienti hanno ricevuto il farmaco nelle modalità riportate sopra mentre i restanti 10 hanno ricevuto un placebo.
Dopo una settimana di trattamento i ricercatori hanno valutato le risposte fisiologiche dei pazienti a seguito del ricordo del trauma subito attraverso l'analisi della frequenza cardiaca, della conducibilità elettrica della pelle e attraverso i risultati dell'elettromiografia (EMG).
Lo studio ha mostrato una significativa differenza dei valori della frequenza cardiaca e della conducibilità della pelle ma non dell'EMG tra i pazienti in trattamento e quelli che hanno ricevuto il placebo.

I ricercatori hanno anche presentato i dati di due ulteriori trial in corso di pubblicazione.
Il primo di questi due studi ha coinvolto 35 pazienti che hanno ricevuto una dose iniziale di 0,67 mg/kg dopo il primo "richiamo" della memoria, seguiti da una dose di 1,0 mg/kg dopo 90 minuti, 5 volte a settimana.

Il secondo studio ha invece arruolato 7 pazienti e 25 controlli che hanno ricevuto una dose iniziale di 40 mg/kg del farmaco seguiti da una dose di 80 mg/kg dopo 90 minuti, 5 volte a settimana.
I tassi di remissione sono stati dell'86% nel primo studio e del 71% per il secondo studio rispetto all'8% dei controlli. In 31 pazienti (21 uomini), dopo 2 anni di trattamento il tasso di risposta al trattamento è risultato del 90% e l'effetto si è prolungato fino a due anni. Un totale di 28 dei 31 pazienti trattati hanno risposto al trattamento con un punteggio di 8,8 su una scala di 10 valori.
Due dei tre pazienti che non hanno risposto al trattamento avevano subito delle amputazioni e un paziente aveva ricevuto una terapia a lungo termine a base di β-bloccanti per un'indicazione cardiaca.

Commentando lo studio, i ricercatori hanno affermato che il farmaco potrebbe essere usato anche in caso di tossico dipendenza o dipendenza dall'alcol.
E' però possibile che il farmaco sia in grado di "cancellare" i ricordi negativi legati al trauma ma anche alcuni ricordi positivi legati ad altre esperienze.

Il propranololo è un betabloccante non selettivo. Ossia, blocca l'azione dell'adrenalina sui recettori adrenergici sia β1 sia β2 del cuore. Così facendo riduce la gittata cardiaca e la pressione arteriosa, in pratica il lavoro del muscolo cardiaco. A differenza di altri betabloccanti, il propranololo non è in grado di attivare parzialmente i recettori β qualora i livelli di catecolamine siano insufficienti.

Canadian Psychiatric Association (CPA) 60th Annual Conference: Abstracts PS2a and PS2c. Presented September 23, 2010