Il betabloccante propranololo, indicato principalmente come antipertensivo e antianginoso, ma molto utilizzato anche off-label, per esempio per il trattamento dell’ansia, ha migliorato il funzionamento sociale generale in un gruppo di giovani adulti con disturbo dello spettro autistico, in un piccolo studio in doppio cieco e controllato con placebo presentato al congresso dell’American Academy of Neurology, a San Diego.

Nei pazienti trattati con propranololo si è avuto un miglioramento significativo dei punteggi del General Social Outcomes Measure rispetto a quelli trattati con placebo (P = 0,02)

Gli antagonisti noradrenergici come il propranololo sono noti per offrire un beneficio sulle performance nei test del linguaggio , ha spiegato il primo autore dello studio, David Beversdorf, della University of Missouri, aggiungendo che i benefici si vedono sui compiti difficili, in condizioni di stress e sul linguaggio tra i pazienti con disturbo dello spettro autistico.

Il ricercatore ha anche spiegato che un diversi studi hanno suggerito  un beneficio nell’autismo per svariati farmaci, dall’ossitocina per il comportamento sociale, al propranololo per quanto riguarda il linguaggio e le performance sociali, ai farmaci anti-Alzheimer come gli antagonisti del NMDA e i GABA agonisti,.

Per testare gli effetti del propranololo sul funzionamento sociale nel disturbo dello spettro autistico, Beversdorf  e il suo gruppo hanno studiato 11 pazienti uomini con un'età media di 19,39 anni e andati a scuola in media per 12,5 anni, sottoponendoli a test per due volte.

I partecipanti sono stati trattati prima con propranololo 40 mg (la dose rivelatasi più efficace in una popolazione di controlli sani) e poi passati al placebo durante i test alle visite di controllo oppure viceversa.

Dopo il trattamento, i pazienti hanno eseguito un test sull’outcome sociale generale nel quale un ricercatore poneva loro alcuna domande aperte su uno di due argomenti a scelta dei partecipanti. Lo sperimentatore valutava mediante una scala a tre punti quanto i pazienti rimanevano sull’argomento, con che frequenza condividevano le nuove informazioni, quanta reciprocità mostravano nel dialogo, quanto erano in grado di passare dal ruolo di colui che parlava a quello di ascoltatore, l'uso della comunicazione non verbale e l’uso appropriato del contatto visivo.

Beversdorf  ha detto anche ai presenti che vorrebbe ora rifare lo studio su un campione più ampio, comprendente anche pazienti donne, testando anche dosi variabili di propranololo.

D. Beversdorf, et al. Effects of propranolol on social functioning in autism spectrum disorder" AAN 2013; Abstract S18.002.