Psoriasi, per secukinumab conferme di efficacia e sicurezza anche dalla real life #EADV

A Parigi, al congresso dell'EADV, sono stati annunciati nuovi dati relativi alla psoriasi a placche da moderata a severa provenienti da diverse fonti real-world, che confermano che l'efficacia e la sicurezza del secukinumab nella pratica clinica sono paragonabili ai risultati di precedenti studi clinici.

A Parigi, al congresso dell’EADV, sono tati  annunciati nuovi dati relativi alla psoriasi a placche da moderata a severa provenienti da diverse fonti real-world, che confermano che l’efficacia e la sicurezza del secukinumab nella pratica clinica sono paragonabili ai risultati di precedenti studi clinici.

Tali evidenze di real-world hanno confermato gli ulteriori benefici del secukinumab nel PROSPECT, la più vasta analisi prospettica real-world sul secukinumab condotta finora, la quale dimostra un netto miglioramento della qualità della vita (dopo 24 settimane dall’inizio del trattamento nel 59% dei pazienti non vi è più impatto della malattia sulla qualità della vita) .

Il secukinumab è il primo inibitore dell’interleuchina-17A (IL-17A) interamente umano che agisce specificamente su questa citochina.

Altri dati real-world presentati all’EADV hanno dimostrato che l’87% dei pazienti psoriasici che non avevano mai ricevuto prima un trattamento con un farmaco biologico dopo 12 mesi prosegue con il secukinumab, a ulteriore sostegno dell’uso del secukinumab nella pratica clinica.

 “Sia per i pazienti psoriasici sia per i medici, questi dati confermano che il profilo dei dati clinici di secukinumab si traduce in benefici reali” - ha affermato Marina Talamonti, Dermatologa presso la Dermatologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. “I dati dagli studi condotti in Canada, Germania e USA giungono a conclusioni simili al nostro studio21 condotto in tre centri italiani che ha dimostrato come in real life i risultati sia in termini di efficacia che di sicurezza siano sovrapponibili a quelli riportati negli studi clinici registrativi.” La Dott.ssa Talamonti ha voluto inoltre sottolineare che “nella gestione quotidiana della psoriasi, questo rappresenta un’ulteriore riprova del fatto che con il secukinumab i pazienti raggiungono e mantengono elevati livelli di risoluzione delle lesioni cutanee e una migliore qualità della vita”

Finora il secukinumab è stato prescritto a oltre 160.000 pazienti in tutto il mondo10. Il programma clinico di fase III ha dimostrato l’efficacia a lungo termine e il comprovato profilo di sicurezza del secukinumab nel trattamento della psoriasi da moderata a grave5, dell’artrite psoriasica (AP)11 e della spondilite anchilosante (SA) In maggio Novartis ha annunciato il suo piano di avviare lo studio ARROW, uno studio clinico – il 100° condotto con il secukinumab – volto a valutare la superiorità del meccanismo di inibizione diretta dell’IL-17A (secukinumab) rispetto all’inibizione dell’IL-23 (guselkumab).

Gli studi XPOSE, PROSPECT, CORRONA e PURE
Questi risultati provengono dall’analisi dei dati del mondo reale di 2 studi non interventistici e 2 registri realizzati in diversi Paesi.

I dati del programma canadese di supporto al paziente XPOSE (3020 pazienti con psoriasi da moderata a grave) sono stati analizzati per i pazienti in cui erano stati segnalati dati di efficacia da un medico (192 pazienti).

PROSPECT  è il più vasto studio real-world condotto con il secukinumab nella psoriasi – ha arruolato 2002 pazienti in Germania (a oggi, 905 pazienti seguiti per 24 settimane)

CORRONA è un registro indipendente di pazienti psoriasici statunitensi (306 pazienti che iniziavano il trattamento con secukinumab al momento dell'arruolamento, con dati di efficacia disponibili finora per 118 pazienti a 6 mesi e per 56 pazienti a 12 mesi).

PURE è un registro prospettico, internazionale, basato sull’osservazione, a due coorti (gruppi), che ha coinvolto pazienti adulti con psoriasi a placche cronica da moderata a grave in America Latina e in Canada (397 pazienti, con dati di efficacia disponibili finora per 124 pazienti a 12 mesi e per 59 pazienti a 18 mesi).