In occasione del 13° Congresso Internazionale della malattia di Parkinson e dei Disturbi del Movimento che si conclude oggi a Parigi è stata presentata un'analisi post-hoc dei dati dello studio "EASE-PD Adjunct" che ha dimostrato un significativo miglioramento dei sintomi notturni nei pazienti trattati con l'associazione di ropinorolo e levodopa.
Si tratta di uno studio di fase III, in doppio cieco, a gruppi paralleli, di 24 settimane, condotto per valutare l'efficacia e la tollerabilità di ropinirolo a rilascio prolungato come terapia aggiuntiva alla levodopa rispetto alla sola levodopa) Il dato è stato ricavato confrontando i punteggi del questionario Parkinson Disease Sleep Scale (PDSS), una scala analogica visiva, che misura 15 sintomi comunemente riportati durante la notte, tra i quali: la qualità globale del sonno, l'inizio e mantenimento del sonno, la sindrome delle gambe senza riposo, le allucinazioni, i sintomi motori, la sonnolenza diurna.

A ogni domanda, è attribuito un punteggio da 0 (pessimo) a 10 (eccellente): il punteggio totale PDSS varia da 0 (grave disturbo del sonno) a 150 (assenza di sintomatologia). I pazienti che al basale riportano un punteggio PDSS ≤100 soffrono di disturbi notturni significativi e disabilitanti. Nei 90 pazienti inseriti nel gruppo levodopa+ropinirolo a rilascio prolungato, la variazione media del punteggio PDSS ottenuta alla 24esima settimana è stata maggiore (+10.3) rispetto a quella ottenuta dagli 84 trattati con la sola levodopa (+2.5). Variazione che esprime un miglioramento clinicamente rilevante della sintomatologia notturna, dimostrando che la terapia con ropinirolo a rilascio prolungato, somministrata una volta al giorno, mantiene la sua efficacia sul controllo dei sintomi nell'arco delle 24 ore, dando benefici clinici ai pazienti che ne hanno maggiormente bisogno.

I disturbi del sonno sono una delle complicanze non motorie più comuni del Parkinson e colpiscono fino al 98% dei pazienti. I dati di una recente Survey Europea condotta dall'EPDA  (European Parkinson's Disease Association) su oltre 6mila malati per sondarne i bisogni, ha evidenziato che 2 pazienti su 3 non sentono di avere il controllo completo dei sintomi durante le 24 ore, che più del 70% si sveglia almeno una volta nel corso della notte e che quasi il 25% definisce la qualità del sonno scarsa o molto scarsa.