Nel corso 26° Congresso ECTRIMS (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis) in corso in questi giorni a Goteborg, in Svezia, sono stati presentai nuovi dati a 5 anni che confermano l'efficacia di alemtuzumab.

Alemtuzumab è un anticorpo monoclonale già da diversi anni in terapia per la cura della leucemia linfatica cronica, con il marchio Campath. Più recentemente è stato studiato, e con risultati incoraggianti, anche per la cura della SM nella sua forma recidivante-remittente, quella più comune.

I nuovi dati, frutto del follow up a 5 anni dello studio CAMMS223 dimostrano come il 90% dei pazienti trattati con il farmaco rimanevano liberi da accumulo di disabilità. Inoltre, nel corso dei 5 anni di studio i pazienti in terapia con il farmaco avevano migliorato i punteggi di disabilità e avevano un ridotto rischio di recidiva.

Lo studio CAMMS223 è un trial di fase II pubblicato sul NEJM nel 2008 nel quale alemtuzumab è sttai confrontato con interferone beta-1 ad alte dosi.
I risultati a 60 mesi hanno evidenziato che i pazienti trattati con alemtuzumab hanno evidenziato un tasso annuo di recidive di 0,11 verso 0,35 nei controlli.
Il punteggio medio di disabilità (EDSS) nei pazienti trattati con alemtuzumab è migliorato, mentre risulta peggiorato nei pazienti trattai con il farmaco di controllo.
Inoltre, nel corso dei 60 mesi di studio, il 13% dei pazienti che hanno ricevuto alemtuzumab ha evidenziato un aumento della propria disabilità, verso il 38% dei controlli.

Alemtuzumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che si lega ad un bersaglio specifico, il CD52, presente sulla superficie cellulare, promuovendo la distruzione delle cellule-bersaglio da parte del sistema immunitario dell'organismo. È il primo anticorpo monoclonale ad essere stato approvato dall'Fda (nel 2001) per il trattamento dei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica a cellule B (seguito poi da ofatumumab e, poco più di un mese fa da rituximab), in monoterapia. Al di fuori degli Stati Uniti, invece, il prodotto è approvato per la stessa patologia in pazienti già trattati con agenti alchilanti e per i quali la chemioterapia di combinazione con fludarabina non è appropriata.