L’aggiunta di atorvastatina alla terapia con interferone beta-1b è risultata sicura e ben tollerata, ma non ha fornito ulteriori benefici per quanto riguarda l’atrofia cerebrale, l’attività della malattia o la progressione, nei pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente. E’ quanto emerso da uno studio presentato in occasione dell’ECTRIMS, il Congresso del Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis, che si è appena concluso a Lione.


L’obiettivo dello studio ARIANNA (the Atorvastatin in Patients With Relapsing-to Multiple Sclerosis in Treatment With Interferon-Beta A) era di valutare I cambiamenti nel tasso di atrofia cerebrale con l’aggiunta di atorvastatina all’interferone beta 1b in 154 pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente.


I partecipanti, già in terapia con interferone, sono stati randomizzati a ricevere anche atorvastatina  o placebo per un periodo di 24 mesi.


Gli esperti non hanno osservato differenze nel tasso di atrofia cerebrale tra il placebo e l’atorvastatina dopo 12 mesi di terapia (-0,303% vs -0,367%).


Anche se il secondo anno di trattamento ha mostrato un effetto numericamente superiore per il placebo (-0,545% vs -0,382%) la differenza non era significativa. Dopo due anni di trattamento la differenza si è ridotta ulteriormente (-0,316% vs -0,380%). 


Inoltre, non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi analizzati per quanto riguarda le lesioni cerebrali captanti gadolinio e i risultati della risonanza magnetica.


In modo simile, nessuno degli endpoint secondari dello studio, incluso il tasso di ricadute, il punteggio Expanded Disability Status Scale, l’MS Functional Composite score e i cambiamenti cognitivi sono stati raggiunti.


Efficacy, Safety and Tolerability of Atorvastatin in Patients With Relapsing-Remitting Multiple Sclerosis in Treatment With Interferon-Beta A (ARRIANNA): A Multicentre, Randomised, Double-Blind, Placebo-Controlled Parallel-Group Study. Abstract P477