In uno studio di fase II condotto in pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, il farmaco sperimentale di Ono Pharmaceutical, la cui sigla è ONO-4641, ha ridotto il numero delle lesioni cerebrali in modo significativo rispetto al placebo. I risultati completi dello studio saranno presentati la prossima settimana in occasione del Congresso dell’American Academy of Neurology.

Si tratta di un agonista selettivo dei recettori della sfingosina 1 fosfato, in particolare S1p1 e S1P2, con un meccanismo d’azione simile a fingolimod.

Il trial, denominato DreaMS, ha arruolato 407 pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente di età compresa fra 18 e 55 anni. I partecipanti avevano presentato almeno una ricaduta della patologia nei due anni precedenti all’arruolamento o avevano mostrato almeno una lesione captante gadolinio nei tre mesi precedenti.

I pazienti sono stati randomizzati a ricevere una di tre dosi del farmaco (0,05 mg/die, 0,10 mg/die o 0,15 mg/die) per un periodo di 26 settimane. La risonanza magnetica cerebrale è stata effettuata ogni quattro settimane a partire dalla settimana 10.

Alla fine dello studio, i pazienti trattati con 0,05 mg/die, 0,10 mg/die o 0,15 mg/die del farmaco, rispetto al placebo, hanno ottenuto una riduzione delle lesioni cerebrali captanti gadolinio rispettivamente pari all’82%, 92% e 77%.

Gli eventi avversi erano simili a quelli osservati con fingolimod, inclusi bradicardia e linfopenia. Questi effetti erano dose dipendenti: quattro pazienti trattati con la dose più elevata del medicinale hanno presentato linfopenia di grado 4, rispetto a un solo paziente che aveva ricevuto la dose intermedia del farmaco. E’ stato osservato inoltre un caso di blocco atrioventricolare e alcuni pazienti hanno presentato un aumento dei livelli degli enzimi epatici.

Analogamente a fingolimod, ONO-4641 fa parte della classe dei modulatori del recettore della sfingosina-1 fosfato (S1P-R). Nella SM, il sistema immunitario danneggia la guaina che protegge le fibre nervose nel sistema nervoso centrale (SNC), che comprende il cervello e il midollo spinale. L'innovativo meccanismo d'azione di questi farmaci permette di ridurre l'attacco del sistema immunitario al SNC, sequestrando alcuni globuli bianchi (linfociti) nei linfonodi. Ciò impedisce ai globuli bianchi di raggiungere il SNC, dove potrebbero attaccare le guaine che proteggono le fibre nervose, riducendo così il danno infiammatorio.