In occasione del congresso americano di neurologia, in corso a San Diego (Usa) sono state presentati nuovi dati che cnfermano l0efficacia fino a due annio di alemtuzumab, un farmaco attualmente in sviluppo per il trattamento della sclerosi multipla (SM). 

In questa analisi del primo anno dello studio di estensione, i tassi di recidiva e l'accumulo sostenuto di disabilità sono rimasti bassi nei pazienti che avevano precedentemente assunto alemtuzumab in entrambi gli studi di fase III, CARE-MS I e CARE-MS II. In questi studi pivotal, alemtuzumab era stato somministrato in due cicli annuali, uno all'inizio dello studio e uno a 12 mesi di distanza.

“Questi dati sono importanti perché indicano che i benefici di alemtuzumab osservati negli studi di fase III perdurano, sebbene gran parte dei pazienti non abbia ricevuto ulteriori somministrazioni,” ha dichiarato il Dott. Edward Fox, Direttore della Multiple Sclerosis Clinic of Central Texas, che oggi ha presentato i risultati dello studio al congresso annuale dell'Accademia Americana di Neurologia a San Diego, in California.

Risultati dello studio di estensione
Gli studi di fase III su alemtuzumab sono studi pivotal randomizzati della durata di due anni, che hanno messo a confronto il trattamento con alemtuzumab rispetto a interferone beta-1a 44 mcg per via sottocutanea, in pazienti con SM recidivante-remittente non sottoposti in precedenza al trattamento (studio CARE-MS I) o che avevano avuto una recidiva durante la precedente terapia (studio CARE-MS II).  

Oltre il 90% dei pazienti che hanno partecipato agli studi pivotal di fase III è stato arruolato nello studio di estensione. Per ricevere l'ulteriore trattamento nello studio di estensione, i pazienti trattati inizialmente con alemtuzumab dovevano aver avuto almeno una recidiva oppure la comparsa o l'estensione di almeno due lesioni cerebrali o spinali. 

I risultati intermedi presentati oggi, riguardano il primo anno dello studio di estensione per i pazienti che avevano precedentemente assunto alemtuzumab negli studi a due anni. I dati di seguito riportati si riferiscono ai pazienti arruolati nello studio di estensione:

• più della metà dei pazienti trattati con alemtuzumab negli studi pivotal e arruolati nello studio di estensione non ha presentato recidive durante il primo anno dello studio di estensione;
• al terzo anno, oltre due terzi dei pazienti in entrambi gli studi ha presentato un livello di disabilità migliore o stabile secondo la scala EDSS;
• oltre l'80% dei pazienti trattati con alemtuzumab negli studi pivotal non ha ricevuto un terzo ciclo di trattamento nel primo anno successivo all'ingresso nello studio di estensione. 

“Questi risultati sottolineano quanto alemtuzumab sia straordinariamente promettente per i pazienti affetti dalla sclerosi multipla,” ha dichiarato il Dott. David Meeker, Presidente e CEO di Genzyme. “E’ con grande orgoglio che presentiamo questi risultati a tre anni, che forniscono nuove importanti informazioni su alemtuzumab e sono coerenti con i risultati pubblicati del nostro studio di estensione di fase II.”

I risultati di sicurezza del primo anno dello studio di estensione sono riferiti ai pazienti trattati con alemtuzumab negli studi pivotal di fase III. Non sono emersi nuovi rischi. La frequenza e la tipologia degli eventi avversi comuni e gravi nel primo anno dello studio di estensione, sono stati generalmente simili a quanto osservato negli studi pivotal di fase III. Il monitoraggio dei pazienti per quanto riguarda le malattie autoimmuni è incluso in tutte le sperimentazioni su alemtuzumab supportate da Genzyme.

Le richieste di autorizzazione all’immissione in commercio di alemtuzumab per il trattamento della SM presentate da Genzyme, sono attualmente oggetto di valutazione da parte dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e della Food and Drug Administration statunitense. E’ atteso per entrambe un riscontro in corso d’anno.

Gli studi CARE-MS
Gli studi clinici CARE-MS sono trials di fase 3, globali, randomizzati e disegnati per valutare se il farmaco sperimentale alemtuzumab per il trattamento della SM potesse raggiungere un’efficacia significativa e miglioramenti del profilo di sicurezza superiori rispetto al farmaco di comparazione attivo e già approvato interferone beta 1-a (interferone beta-1a per via sottocutanea nel dosaggio di 44 mcg), uno standard terapeutico per la SM recidivante-remittente. Lo studio CARE-MS I ha valutato 581 pazienti mai trattati in precedenza, fatta eccezione per gli steroidi.

Lo studio CARE-MS II ha valutato 840 pazienti che avevano avuto almeno un episodio di ricaduta in corso di terapia, comprese quelle iniettabili standard in grado di modificare la malattia. Genzyme ha annunciato la pubblicazione dei risultati di questi studi su The Lancet nel Novembre del 2012.

In entrambi gli studi, della durata di due anni, alemtuzumab è stato somministrato per via endovenosa complessivamente 8 volte. Il primo ciclo di trattamento con alemtuzumab è stato effettuato per 5 giorni consecutivi e il secondo per 3 giorni consecutivi, dopo 12 mesi. Interferone beta-1a 44 mcg è stato somministrato nel dosaggio di per iniezione sottocutanea 3 volte alla settimana, ogni settimana, per i 2 anni previsti dallo studio.
Nel terzo anno successivo al trattamento iniziale, a partire dalla fase di estensione dello studio, i pazienti che hanno mostrato una ripresa di attività di malattia sono stati trattati nuovamente con alemtuzumab una volta al giorno per 3 giorni consecutivi. I pazienti che avevano ricevuto interferone beta-1a nello studio pivotal ed erano passati al trattamento con alemtuzumab nella fase di estensione, hanno ricevuto la somministrazione una volta al giorno per 5 giorni e successivamente una volta al giorno per 3 giorni ad un anno di distanza.

Alemtuzumab
Alemtuzumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che interagisce selettivamente con la proteina CD52, abbondante nelle cellule T e B. La terapia con alemtuzumab determina la deplezione delle cellule T e B circolanti che si ritiene siano la causa dei dannosi processi infiammatori che si osservano nella SM. Alemtuzumab ha un impatto minimo sulle altre cellule immunitarie. L’effetto anti-infiammatorio acuto  di alemtuzumab è seguito dall’inizio di un pattern distintivo di ripopolamento delle cellule T e B  che si protrae nel tempo, ribilanciando il sistema immunitario, si da ridurre potenzialmente l’attività di malattia della SM.
Genzyme detiene i diritti mondiali per alemtuzumab e ha la responsabilità primaria dello sviluppo e della commercializzazione di alemtuzumab per la sclerosi multipla (SM). Bayer HealthCare detiene l’opzione per la co-promozione di alemtuzumab nella sclerosi multipla e ha notificato a Genzyme l’intenzione di esercitarla. Bayer Health Care riceverà i pagamenti previsti sulla base dei ricavi di vendita successivi all’approvazione regolatoria e alla commercializzazione.