Sildenafil, arcinoto farmaco per il trattamento della disfunzione erettile, ma utilizzato anche nella cura dell'ipertensione arteriosa polmonare, potrebbe essere utile anche per trattare il fenomeno di Raynaud (o fenomeno delle "mani fredde"), una delle complicanze più comuni della sclerosi sistemica cutanea limitata.
A dimostrarlo è un piccolo studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, pubblicato sul numero di marzo della rivista Arthritis & Rheumatism.

In questo studio, firmato, tra gli altri, dall'italiano Armando Gabrielli, professore dell'Università Politecnica delle Marche, il farmaco ha permesso di ridurre in modo significativo il numero di attacchi settimanali del fenomeno di Raynaud. Anche il numero totale di attacchi è diminuito, ma la variazione rispetto al basale non ha raggiunto la significatività statistica.

Il fenomeno di Raynaud provoca in risposta al freddo o allo stress spasmi delle arteriole cutanee (specie quelle di mani e piedi) che possono danneggiare vasi e tessuti fino a portare a ulcere digitali, infezioni ossee o dei tessuti molli e, in casi estremi, addirittura alla cancrena.

Sildenafil è un inibitore della 5-fosfodiesterasi (5PDE) che induce un rilassamento della muscolatura liscia dei vasi. È un farmaco "attraente" per la sclerosi sistemica per la sua possibilità di contrastare gli spasmi caratteristici del fenomeno di Raynaud. Tuttavia, gli studi già fatti al proposito hanno dato risultati variabili.
Per saperne di più, gli autori di questo nuovo lavoro hanno arruolato 57 pazienti che presentavano un fenomeno di Raynaud secondario a sclerosi sistemica cutanea limitata e li hanno randomizzati al trattamento con sildenafil 100 mg una volta al giorno per 3 giorni, seguiti da sildenafil 200 mg una volta al giorno oppure placebo per 25 giorni.

Il sildenafil utilizzato era una formulazione a rilascio modificato, per consentire la monosomministrazione giornaliera, e il fenomeno di Raynaud è stato definito come un pallore episodico delle dita, seguito da cianosi, eritema o entrambi in risposta al freddo o a un'emozione.

L'endpoint primario era la variazione percentuale della frequenza settimanale degli attacchi, mentre gli endpointsecodnari comprendevano la variazione del numero complessivo degli attacchi, la loro durata, il Raynaud's Condition Score, il punteggio relativo al dolore, la disfunzione endoteliale e i livelli di biomarker sierici.

In media, i pazienti del gruppo sildenafil hanno ottenuto una riduzione del 44% della frequenza degli attacchi a settimana contro il 18% ottenuto nei controlli (P = 0,034). Anche il numero totale si attacchi si è ridotto, passando da 30,5 al basale a 18,7 dopo il trattamento con sildenafil e da 25 a 19,3 nei controlli; in questo caso, però, la differenza tra i due gruppi non è risultata statisticamente significativa (P = 0,244), così come per gli altri endpoint secondari.

I pazienti del gruppo in trattamento attivo hanno riferito una maggiore frequenza di eventi avversi rispetto a quelli del gruppo placebo, ma sono stati per lo più di grado lieve o moderato.

Nella discussione, gli autori avvertono che lo studio ha un casistica limitata. Inoltre, fanno notare, il 33% dei pazienti trattati con il farmaco sono stati esclusi dall'analisi di efficacia per violazioni del protocollo, il che potrebbe aver influenzato i risultati. C'è anche la possibilità che la formulazione a rilascio modificato utilizzata possa non aver fornito la dose più efficace.

Lo loro conclusione è comunque che, in base ai dati ottenuti, il farmaco potrebbe rappresentare un'utile aggiunta alle opzioni già disponibili per il trattamento del fenomeno di Raynaud secondario a sclerosi sistemica cutanea limitata.

Herrick AL, et al. Modified-release sildenafil reduces Raynaud's phenomenon attack frequency in limited cutaneous systemic sclerosis" Arthritis Rheum 2011; 63(3): 775-782.
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