Pfizer ha reso noto che sunitinib (Sutent) non ha raggiunto l'endpoint primario in due trial di fase III su tumore della mammella in stadio avanzato. Nello studio SUN 1064, sunitinib in combinazione con docetaxel come trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma mammario avanzato HER 2-negativo non ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al solo docetaxel. Nello studio SUN 1099, invece, l'anticorpo aggiunto a capecitabina non ha migliorato in modo significativo la PFS rispetto alla sola capecitabina in pazienti con carcinoma mammario avanzato già trattate.

Inoltre, sul fronte della sicurezza, si sono avuti più eventi avversi, tra cui anche eventi gravi, nei bracci trattati con l'anticorpo rispetto a quelli di confronto.
L'azienda ha fatto sapere che sarà comunque completata un'analisi dei dati di safety e di efficacia, che sarà poi presentata a un congresso nel prossimo futuro.

Il mancato raggiungimento dell'obiettivo in questi due studi non è il primo ostacolo che sunitinib incontra lungo la strada della sua sperimentazione contro il cancro al seno. Lo scorso aprile, infatti, era stato interrotto SUN 1107, il primo dei quattro studi di fase III volti a testare l'efficacia e la sicurezza dell'anticorpo come potenziale terapia per questo tumore in fase avanzata. La decisione era arrivata dopo che un comitato indipendente aveva stabilito che il farmaco non era in grado di fornire un beneficio statisticamente significativo nella PFS rispetto al confronto con capecitabina (Xeloda).

Lo sviluppo clinico del farmaco prosegue, con alterne fortune. Lo scorso luglio Pfizer ha deciso di interrompere un altro studio su sunitinib nel tumore del colon per mancanza di efficacia. Un paio di mesi fa, invece, sono stati presentati i primi risultati molto promettenti di uno studio di fase III su pazienti con tumori neuroendocrini al pancreas in fase avanzata in cui il biologico ha dimostrato di ridurre in modo significativo la progressione tumorale, aumentando di oltre il 50% la PFS.
L'azienda sta comunque continuando la sua sperimentazione di fase III contro diversi altri tumori solidi, tra cui il tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) avanzato, il carcinoma prostatico avanzato resitente alla castrazione, il carcinoma epatocellulare avanzato e come terapia adiuvante per  il carcinoma renale cellulare.

Sunitinib è attualmente approvato nell'Unione europea per la cura dei tumori stromali del tratto gastrointestinale (GIST) non operabili e/o metastatici dopo fallimento di un trattamento con imatinib mesilato dovuto a resistenza o intolleranza e per il trattamento del carcinoma renale metastatico avanzato.

Il farmaco agisce inibendo molteplici recettori delle protein-tirosin chinasi (RTK) implicate nella crescita, nella proliferazione e nella diffusione metastatica dei tumori, oltre che nell'angiogenesi tumorale. In particolare, due bersagli importanti di sunitinib sono il recettore del VEGF e quello del PDGF, che sono espressi in molti tipi di tumori solidi e svolgono un ruolo cruciale nell'angiogenesi.