La colina, un nutriente essenziale simile alla vitamina B e presente in alcuni cibi, se assunta come supplemento durante gli ultimi due trimestri di gravidanza e durante i primi giorni di vita del neonato riduce il rischio di schizofrenia nei bambini. Lo dimostra una studio pubblicato sull’American Journal of Psychiatry.

Nello studio, metà delle donne arruolate ha ricevuto 3.600 mg di fosfatidilcolina ogni mattina e 2.700 mg alla sera partendo dagli ultimi due trimestri di gravidanza fino al parto. L’altra metà è stata trattata con placebo. Dopo il parto i bambini hanno ricevuto 100 mg di fosfatidilcolina al giorno o placebo.

Dei bambini esposti alla colina prima e dopo la nascita, l’86% ha inibito la risposta a suoni ripetuti, misurati attraverso sensori ECG posizionati sulla testa del bambino durante il sonno, rispetto al 43%  dei bambini trattati con placebo.

Come spiegato dagli esperti, normalmente, il cervello risponde pienamente a un suono iniziale ma inibisce la sua risposta a un secondo suono che segue immediatamente il primo. Nei pazienti con schizofrenia si osserva un deficit di inibizione dei suoni ripetuti. Siccome la schizofrenia si manifesta durante l’adolescenza, questa caratteristica dei pazienti è utile per diagnosticare la malattia durante la primissima infanzia.

Ulteriori studi sono necessari per verificare l’efficacia della colina nel prevenire la schizofrenia e per valutare i suoi effetti a lungo termine.
La schizofrenia è una malattia mentale caratterizzata da cambiamenti di personalità e comportamento. Negli Stati Uniti ci sono dai tre ai quattro milioni di persone colpite da questa malattia. I disturbi dell’umore sono caratterizzati da una distorsione delle emozioni mentre la schizofrenia mostra una distorsione del pensiero. I pensieri si dissociano dalla realtà fisica del corpo e da quello che accade nell’ambiente circostante. Gli schizofrenici mostrano i primi sintomi della malattia tra i 13 e i 15 anni, anche se i disturbi della personalità come la timidezza e la difficoltà di comunicazione possono essere riconosciuti molto prima. E’ raro che la malattia si manifesti dopo i 45 anni.

Le possibilità di guarigione sono del 50% e dipendono da quattro fattori; un inizio improvviso piuttosto che graduale, insorgenza della malattia in età adulta, un lavoro relativamente stabile e un ordine sociale già esistente e una situazione familiare di sostegno relativamente stabile. I sintomi della schizofrenia sono allucinazioni, la sensazione di sentire voci che danno ordini, illusioni, delusioni, depressione, tensione, insonnia, stanchezza, pensieri contorti, deterioramento del comportamento sociale e paranoia. Altre caratteristiche degli schizofrenici sono isolamento dalla vita sociale, percezione disturbata di se stessi e locuzione esitante.

Sembra che l’instabilità mentale sia scatenata dalla combinazione di alcuni tipi di personalità con influenze ambientali, che potrebbero causare cambiamenti chimici e biologici. Quello che è diventato chiaro grazie ai risultati di anni di studi è che la malattia mentale ha la sua origine nella personalità in molti casi ereditaria, molto sensibile all’ambiente circostante. Sono importanti anche le reazioni individuali allo stress (ambientale) e la vulnerabilità alla malattia (genetica).

Randal G. Ross, M.D.; Sharon K. Hunter, Ph.D.; Lizbeth McCarthy, M.D.; Julie Beuler, B.S.; Amanda K. Hutchison, M.D.; Brandie D. Wagner, Ph.D.; Sherry Leonard, Ph.D.; Karen E. Stevens, Ph.D.; Robert Freedman, M.D.  Perinatal Choline Effects on Neonatal Pathophysiology Related to Later Schizophrenia Risk Am J Psychiatry 2013;:. 10.1176/appi.ajp.2012.12070940