Il trattamento per un mese con suvorexant, un anti-insonnia appartenente alla nuova classe degli antagonisti dei recettori dell'orexina, ha portato a miglioramenti statisticamente significativi e correlati alla dose dell’efficienza del sonno in uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, appena uscito sulla rivista Neurology.

Rispetto al placebo, suvorexant ha migliorato l’efficienza del sonno dal 5% al 13% durante il primo giorno di trattamento e dal 5% all’8% dopo 4 settimane.

Durante il trattamento con l’agente sperimentale, i pazienti hanno mostrato miglioramenti correlati alla dose anche dell’induzione e del mantenimento del sonno.

Inoltre, il farmaco è stato generalmente ben tollerato, senza eventi avversi gravi verificatisi durante lo studio, e i pazienti che hanno interrotto il trattamento attivo sono stati meno di quelli che hanno sospeso il placebo.

Lo sviluppo di farmaci anti-insonnia si è concentrato tradizionalmente sugli agonisti del recettore delle benzodiazepine. L'identificazione di pathway legati in modo più specifico alla neurobiologia del ritmo circadiano sonno/veglia ha offerto la possibilità di sviluppare nuove strategie per curare l'insonnia.

Per esempio, il pathway dell’orexina (chiamata anche ipocretina) è un possibile approccio alternativo per il trattamento di questo disturbo. L'orexina è un neuropeptide prodotto dai neuroni dell’ipotalamo posterolaterale, responsabile, tra l’altro, della regolazione del ciclo sonno-veglia. Questa molecola è diventata nota per la narcolessia, la malattia che fa addormentare improvvisamente e senza preavviso. Chi soffre di questo disturbo è privo di orexina.

Diversi antagonisti sperimentali dei recettori dell’orexina si sono dimostrati in grado di stimolare l'induzione del sonno in modelli animali e negli esseri umani sani. In questi ultimi, suvorexant ha ridotto il tempo necessario per prendere sonno (LPS) e la durata dei risvegli notturni (wake after sleep onset, WASO) senza interrompere l’andamento del sonno.

I risultati positivi degli studi clinici e preclinici hanno portato i ricercatori di Merck & Co (azienda che sta sviluppando il prodotto) a fare uno studio controllato con placebo e con disegno crossover della durata di 4 settimane su pazienti adulti con insonnia primaria, arruolati in Giappone e negli Stati Uniti.

Il trial ha coinvolto 254 pazienti trattati con quattro diversi dosaggi di suvorexant (10 , 20, 40 e 80 mg/die) o placebo per 4 settimane. e poi sottoposti a un crossover per altre 4 settimane. I partecipanti sono stati sottoposti a polisonnografia la prima notte e poi alla fine di ognuno dei due periodi di 4 settimane.

I due endpoint primari erano l’efficienza del sonno durante la prima notte e dopo 4 settimane di trattamento, mentre gli endpoint secondari erano i risultati in termini di WASO e LPS la prima notte e dopo 4 settimane di trattamento. Ogni dose di suvorexant è stata confrontata con un placebo.

L’età media dei pazienti era di 44-45 anni e circa il 60% era rappresentato da donne. Al basale, l’efficienza del sonno misurata attraverso la polisonnografia era in media di circa il 65%, la WASO in media di circa 100 minuti e la LPS di circa 70 minuti, la durata totale del sonno era di circa 315 minuti e il numero medio di risvegli pari a circa 12.

Rispetto al placebo, suvorexant ha migliorato l'efficienza del sonno in media del 5,2% alla dose di 10 mg, del 7,6% con 20 mg, del 10,8% con 40 mg e del 12,9% con 80 mg (P ≤ 0,01 per i 10 mg rispetto al placebo, P ≤ 0,001 per tutti gli altri) la prima notte di assunzione. Dopo 4 settimane, il miglioramento con suvorexant è stato in media del 4,7% con 10 mg (P ≤ 0,01), 10,4% con 20 mg (P ≤ 0,001), 7,8% con 40 mg (P ≤ 0,001), e il 7,6% con 80 mg (P ≤ 0,001).

Sul fronte degli endpoint secondari, la durata della WASO è migliorata di 21-37 minuti con suvorexant la prima notte e del 21-33% dopo 4 settimane (P ≤ 0,001 per tutti i confronti).

Invece, il trattamento con il farmaco non si è associato a un miglioramento consistente del LPS, mentre, in linea con i dati preclinici, ha aumentato la durata del sonno REM da 12 a 21 minuti la prima notte e da 11 a 18 minuti dopo 4 settimane.

Il prodotto è stato in genere ben tollerato. Gli eventi avversi associati a suvorexant riportati con maggiore frequenza sono stati sonnolenza (dall’1,6% all’11,5%), cefalea (dallo 0% al 5,1%), vertigini (dallo 0% al 4,9%) e sogni anomali (dallo 0% al 4,9%).

W.J. Herring, et al. Orexin receptor antagonism for treatment of insomnia. A randomized clinical trial of suvorexant. Neurology 2012; 79: 2265-2274. Doi: 10.1212/WNL.0b013e31827688ee.
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