Taspoglutide, nuovo antidiabetico orale frutto della ricerca Ipsen e sviluppato da Roche, in aggiunta a metformina e pioglitazone si è dimostrato superiore al placebo nella riduzione dell'emoglobina glicata (HbA1c) dopo 24 settimane di trattamento in pazienti con diabete di tipo 2.

È il primo risultato dello studio T-EMERGE 3, uno degli otto facenti parte del programma di fase III T-EMERGE, l'ampio programma internazionale e multicentrico di sviluppo clinico di taspoglutide, un nuovo analogo del GLP-1, che coinvolgerà in totale oltre 6.000 pazienti.

Cinque degli otto trial - T-EMERGE 1, 2, 4, 5 e 7 - sono stati già conclusi e i loro risultati comunicati; i dati di T-EMERGE 3 saranno invece presentati a breve in uno dei prossimi congressi internazionali. Altri due studi del programma sono invece ancora in corso.

T-EMERGE 3 è un trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo della durata di 24 settimane che ha coinvolto 326 pazienti suddivisi in tre gruppi, trattati in rapporto 1:1 con taspoglutide 10 mg oppure 20 mg una volta alla settimana o placebo (in aggiunta a metformina e pioglitazone).
L'obiettivo era dimostrare la superiorità dell'antidiabetico rispetto al placebo. Tutti i pazienti stanno ora continuando l'estensione dello studio, della durata di 28 settimane.
Il farmaco si è dimostrato in genere sicuro e ben tollerato, e gli eventi avversi riportati con maggiore frequenza dai pazienti dei bracci taspoglutide sono stati nausea e vomito.

Frutto della ricerca Ipsen e sviluppato da Roche, taspoglutide il primo analogo del GLP-1 (glucagon-like peptide-1) somministrabile una volta alla settimana per via sottocutanea, per il trattamento del diabete di tipo 2.