Il trattamento con regimi a base di telaprevir ha aumentato in modo significativo le percentuali di risposta virologica sostenuta (SVR) in pazienti affetti da HCV di genotipo 1 che non avevano raggiunto la SVR con almeno un ciclo di trattamento precedente con interferone pegilato (peg-IFN) e ribavirina (RBV), attuale gold standard di trattamento per l'epatite C. È il risultato chiave dello studio di fase IIb PROVE 3, pubblicato la scorsa settimana sul New England Journal of Medicine.
Il 51% e il 53% di questi pazienti, trattati con telaprevir in combinazione con peg-IFN e RBV nell'ambito, rispettivamente, di un trattamento di 24 settimane o di 48 settimane hanno raggiunto la SVR, a fronte del 14% dei pazienti nel braccio di controllo (trattato con la sola terapia standard).

"Più della metà dei pazienti infettati dall'HCV di genotipo 1 non rispondono a un primo trattamento con peg-interferone e ribavirina hanno chance molto limitate di ottenere un'eradicazione permanente del virus se ritrattati con la terapia standard" ha dichiarato John McHutchison, direttore del Duke Clinical Research Institute di Durham (Usa) e primo autore dello studio. "Questi soggetti hanno quindi evidenti necessità di opzioni terapeutiche più efficaci di quelle attualmente disponibili". E il promettente risultato di PROVE- rappresent di certo una notizia positiva per questa popolazione, difficile da trattare.

Telaprevir è un inibitore della proteasi sviluppato da Vertex Pharmaceuticals in collaborazione con Tibotec (che fa parte del gruppo Johnson & Johnson) e Mitsubishi Tanabe Pharma. Sono attualmente in corso, e vicini alla conclusione gli studi di fase III, che stanno valutando il farmaco su circa 2.200 pazienti sia naive al trattamento sia pre-trattati. Posto che i risultati siano positivi, Vertex conta di presentare all'Fda il dossier registrativo per entrambe le indicazioni nella seconda metà del 2010. Se approvato, il farmaco sarà in competizione con boceprevir, un agente della stessa classe, sviluppato da Schering Plough (ora parte di Merck), con il quale sono stati ottenuti risultati simili.

PROVE -3 è uno trial multicentrico e internazionale, randomizzato, parzialmente in doppio cieco, e parzialmente controllato con placebo, che ha coinvolto 453 pazienti con infezione da HCV genotipo 1 che non avevano raggiunto la SVR con un trattamento precedente con l'accoppiata interferone pegilato-ribavirina. Quattro i bracci dello studio, tre in trattamento con regimi contenenti telaprevir e uno di controllo: il primo è stato trattato per 12 settimane con telaprevir, peg-IFN e RBV, seguite da 12 settimane con la sola combinazione peg-IFN e RBV; il secondo per 24 settimane con telaprevir, peg-IFN e RBV, seguite da 24 settimane con la combinazione peg-IFN e RBV; il terzo per 24 settimane con telaprevir e peg-IFN (senza RBV); il quarto (braccio di controllo) per 48 settimane con peg-IFN e RBV.
I pazienti sono stati trattati con 750 mg di telaprevir (o placebo) per via orale ogni otto ore (in base al braccio di trattamento) e con 180 g di peginterferone alfa-2a una volta alla settimana e una dose giornaliera di 1.000-1.200 mg (a seconda del peso) di RBV per os.

L'endpoint primario era la SVR (definita come non rilevabilità dell'RNA virale nel plasma a 24 settimane dal completamento della terapia).
Le percentuali di SVR con il trattamento di 24 settimane (primo braccio) e quello di 48 settimane (secondo braccio) sono state simili. Tuttavia, la percentuale di ricaduta nel primo è stata pari al 30% contro il 13% nel secondo, il 53% con il trattamento da 24 settimane che non prevedeva RBV e il 53% nel braccio di controllo.
Nell'insieme, quindi, i dati suggeriscono che un trattamento a base di telaprevir, peg-IFN e RBV per 48 settimane può aumentare le probabilità di raggiungere la SVR in pazienti pre-trattati senza successo con peg-IFN e RBV. È attualmente in corso su questa popolazione di pazienti uno studio di fase III, REALIZE, il quale sta appunto testando l'efficacia di un regime a base di telaprevir della durata di 48 settimane, che preveda un trattamento con telaprevir, peg-IFN e RBV per 12 settimane, seguite da 36 settimane soltanto con peg-IFN e RBV.

I pazienti che non hanno raggiunto la SVR nel braccio di controllo dello studio PROVE-, così come in quelli dei due studi PROVE 1 e PROVE 2 sui pazienti naive (pubblicati sul Nejm lo scorso aprile), potevano partecipare allo studio 107, un trial in aperto, con disegno rollover su un regime a base di telaprevir. I risultati di questo studio saranno presentati tra pochi giorni al 45° congresso annuale della European Association for the Study of the Liver (EASL), a Vienna.

J.G. McHutchison, M.P. Manns, A.J. Muir, et al. Telaprevir for Previously Treated Chronic HCV Infection. New England Journal of Medicine 2010;362(14):1292-1303
http://content.nejm.org/cgi/content/short/362/14/1292