Le donne in gravidanza con infezione attiva da HBV possono essere trattate con telbivudina, farmaco approvato per il trattamento dell'epatite cronica B in pazienti adulti con malattia epatica compensata ed evidenza di replicazione virale, con livelli persistentemente elevati di ALT ed evidenza istologica di infiammazione attiva e/o fibrosi. Lo ha dimostrato uno studio presentato al meeting annuale dell'American Association for the Study of Liver Diseases.

Il trial ha arruolato 88 donne in gravidanza con infezione attiva da HBV. Un totale di 53 pazienti hanno ricevuto 600 mg/die del farmaco e 35 hanno fatto parte del gruppo di controllo. I neonati nati da queste pazienti hanno ricevuto 200 UI di Ig contro HBV entro 24 ore dalla nascita e successivamente hanno ricevuto la vaccinazione contro il virus a 0,1 e 6 mesi dopo la nascita.

La durata media del trattamento con il farmaco era di 15 settimane, il 100% delle donne che hanno ricevuto telbivudina ha completato lo studio, rispetto al 92% del gruppo di controllo. Dallo studio è emerso che poco più della metà (53%) delle pazienti arruolate, ha ottenuto una risposta virologica completa, rispetto allo 0% del gruppo di controllo (p<0,001). Quattro settimane dopo il parto, il 62% delle pazienti trattate ha raggiunto una risposta virologica completa, rispetto a nessuna paziente del gruppo di controllo (p<0,001).

Un numero superiore di donne trattate ha ottenuto la normalizzazione dei livelli di ALT, rispetto ai controlli (77% verso il 29%, p<0,001).
Entrambi i gruppi di studio hanno mostrato una riduzione dei livelli di antigeni e di HBV, e la diminuzione è risultata superiore per le donne trattate con il farmaco (98% rispetto al 60%, p<0,001).

Una piccola percentuale di neonati nati da queste pazienti presentava gli antigeni di superficie di HBV (4% rispetto al 23% dei controlli, p<0,001).
In un secondo studio sono stati valutati gli outcome dei neonati nati da queste pazienti ed è emerso che il 6,32% dei bambini nati da donne trattate con il farmaco presentava gli antigeni di superficie, rispetto al 30,43% di quelli nati da donne non trattate (p<0,001).
Nessuna donna in trattamento ha abbandonato lo studio a causa di eventi avversi e non sono state riscontrate deformazioni congenite nei neonati nati da queste pazienti.

American Association for the Study of Liver Diseases Pan C, et al "A prospective open-label study to evaluate the efficacy, safety, and tolerability of telbivudine in HBeAg + chronic hepatitis B pregnant women" AASLD 2010; Abstract 364