Un ampio studio osservazionale cinese appena pubblicato su The Lancet suggerisce che il trattamento dell’infezione da HIV ha un reale beneficio nella prevenzione della trasmissione del virus, anche nel cosiddetto mondo reale e anche nei Paesi in via di sviluppo.


Ci sono sempre più evidenze che in una coppia sierodiscordante il trattamento della sieropositività riduce drasticamente la possibilità trasmissione dell’HIV al partner sieronegativo.


Finora, tuttavia, non si sapeva esattamente come funzionasse quest’approccio di profilassi al di fuori dei confini rigorosi di una sperimentazione clinica e, soprattutto nei Paesi poveri.


Per affrontare la questione, un gruppo di autori guidati da Yiming Shao, del Chinese Center for Disease Control and Prevention di Pechino ha valutato restrospettivamente l’incidenza annuale di contagio del partner sieronegativo in un'ampia coorte di coppie sierodiscordanti eterosessuali nel periodo compreso tra  l’1 gennaio 2003 e il 31 dicembre 2011, stratificando i risultati in base allo status del partner indice relativamente al trattamento antiretrovirale. Inoltre, il team cinese ha applicato il modello dei rischi proporzionali di Cox per valutare i fattori correlati alla trasmissione del virus.


Analizzando i dati, gli autori hanno visto che il trattamento con gli antiretrovirali del soggetto sieropositivo si è associato a una riduzione del 26% del rischio di trasmissione del virus al partner sieronegativo, dopo aver aggiustato i dati in base a fattori quali l'età, la durata del follow-up e la modalità di contagio del partner sieropositivo.


Questo valore è decisamente più basso rispetto alla riduzione del rischio del 96% trovata nello studio pivotal HPTN 052 , ma è ancora sufficientemente alto da suggerire che il trattamento a fini preventivi è "una strategia di prevenzione possibile su scala nazionale in un Paese in via di sviluppo".


Per il loro studio, Shao e gli altri ricercatori hanno identificato 38.862 coppie sierodiscordanti nel registro nazionale del Paese sui pazienti sieropositivi e le hanno divise in due gruppi.


In 24.057 coppie, il partner sieropositivo presentava i requisiti delle linee guida cinesi per poter iniziare la ART: una conta delle cellule CD4+ non superiore a 350/mm3 (e inferiore a 200 cellule/mm3 negli anni precedenti al 2008).


Nelle restanti 14.805 coppie, il partner sieropositivo non soddisfaceva i requisiti delle linee guida e non è stato sottoposto alla ART per tutto il follow-up.


Nel complesso, durante un follow-up dei partner sieronegativi corrispondente a 101.295 anni-persona, ci sono state 1.631 trasmissioni, pari a un tasso complessivo di 1,6 per 100 anni-persona.


Ma l’incidenza dei contagi è risultata significativamente più bassa nelle coppie in cui il partner sieropositivo faceva la ART che non in quelle in cui non la faceva: 1,3 per 100 anni-persona contro 2,6 (P < 0,001; HR aggiustato 0,74; IC al 95% 0,65-0,84).


La riduzione della trasmissione si è vista in tutti i sottogruppi demografici ed è risultata significativa nel primo anno di trattamento, ma ha poi perso la significatività, per ragioni ancora non chiare, scrivono i ricercatori.


Una possibile spiegazione è che lo studio fosse sottodimensionato per rilevare un beneficio più tardivo, perché il numero assoluto di trasmissioni all'anno è calato nel corso del tempo. È anche possibile, scrivono i ricercatori, che nel tempo sia aumentata la resistenza alla terapia o, in alcuni pazienti, sia diminuita  l'aderenza al trattamento.


In entrambi i casi, ha detto Shao in una dichiarazione, la durata e la generalizzabilità dei risultati dovranno essere indagate ulteriormente.


In un editoriale di commento, Sten Vermund, della Vanderbilt University di Nashville, definisce i risultati "incoraggianti", nonostante la riduzione del rischio relativamente limitata, e scrive che la validazione dei risultati dei trial clinici in studi osservazionali condotti nel modo reale è importante.


Tuttavia, sottolinea lo specialista, resta da stabilire se il trattamento dei sieropositivi per proteggere i partner sieronegativi dal contagio possa invertire i trend della pandemia di HIV/AIDS. Una questione aperta, secondo Vermund, che richiede ancora "studi rigorosi" su come implementare questa strategia su larga scala.


Z. Zhongwei Jia, et al. Antiretroviral therapy to prevent HIV transmission in serodiscordant couples in China (2003–11): a national observational cohort study" Lancet 2012; DOI: 10.1016/S0140-6736(12)61898-4
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