Uno studio appena presentato al meeting annuale dell’American Association of Clinical Endocrinologists (AACE) mostra che una terapia sostitutiva con testosterone può essere efficace nel ridurre la resistenza all'insulina negli uomini diabetici con ipogonadismo.

Infatti, i pazienti affetti da diabete di tipo 2 con ipogonadismo ipogonadotropo trattati con l’ormone per 24 settimane hanno mostrato un aumento del 25% della sensibilità insulinica rispetto ai pazienti trattati con placebo (P = 0,01), nonché un miglioramento lieve, ma significativo, della massa magra (P = 0,004), della massa grassa (P = 0,02), della proteina C-reattiva (P <0,05) e degli acidi grassi liberi totali (P <0,05).

Un terzo degli uomini diabetici presentano bassi livelli di testosterone e gli autori dello studio (guidati da Sandeep Dhindsa, della State University of New York di Buffalo) hanno ipotizzato che gli uomini con ipogonadismo e diabete siano più resistenti all'insulina rispetto ai pazienti diabetici con una testosteronemia normale.

Dhindsa e i suoi colleghi hanno quindi analizzato l'effetto della terapia sostitutiva con testosterone sulla resistenza all'insulina, la massa magra, la massa grassa, il funzionamento sessuale e vari parametri plasmatici in un gruppo di 81 uomini con diabete di tipo 2, di cui 39 presentavano anche ipogonadismo (quest’ultimo definito come la presenza di una concentrazione di testosterone libero inferiore a 5 ng/dl con livelli bassi o normali di ormone luteinizzante, LH, e di ormone follicolo-stimolante, FSH) e 42 avevano, invece, livelli normali di testosterone libero.

I pazienti ipogonadici sono stati trattati con testosterone 250 mg per via intramuscolare o placebo (soluzione salina) ogni 15 giorni per 24 settimane.
La sensibilità all'insulina è stata calcolata dalla velocità di infusione di glucosio (GIR) durante gli ultimi 30 minuti di un clamp iperinsulinemico-euglicemico di 4 ore (80 mU/m2).

I gruppi erano ben bilanciati per quanto riguarda l’età, la concentrazione di FSH e la dimensione dei testicoli. Invece, l’Indice di massa corporea (BMI) era significativamente maggiore nel gruppo di pazienti ipogonadici (P = 0,002), mentre il testosterone totale (P <0,001), il testosterone libero (p <0.001), la globulina legante gli ormoni sessuali (P = 0,008) e l’LH ( p = 0,02) erano significativamente più alti nel gruppo degli eugonadici.

Dopo 6 mesi, la GIR è aumentata del 30% nel gruppo trattato con testosterone (passando da 4,1 a 5,3 mg/kg /min; P = 0,005), ma è rimasta pressoché invariata nel gruppo placebo (3,4 mg/kg /min al basale e 3,5 mg/kg /min alla fine del trattamento; P = 0,88).

La variazione della GIR non ha mostrato una correlazione con l’aumento del testosterone libero (r = -0,16; p = 0,68) o con la variazione della massa magra (r = -0,13; P = 0,73) osservati nel gruppo testosterone.

La sensibilità all'insulina è aumentata in modo significativo dopo 24 settimane di trattamento con testosterone (P = 0,01), mentre il trattamento con placebo si è associato a un peggioramento, anche se non significativo, di questo parametro.

Inoltre, alla fine dello studio, i partecipanti sottoposti alla terapia sostitutiva con testosterone hanno mostrato concentrazioni significativamente più elevate di testosterone totale (P = 0,001) e testosterone libero (P < 0,001), anche se in questo gruppo la dimensione media dei testicoli ha mostrato una riduzione significativa (18 ml contro 14; P = 0,02).

Invece, non si sono osservati cambiamenti significativi né nel gruppo trattato con l’ormone né in quello di controllo per quanto riguarda la concentrazione di globulina legante gli ormoni sessuali, il BMI o il PSA, così come non si sono viste differenze significative tra il gruppo in trattamento attivo e il gruppo placebo per quanto riguarda i livelli di colesterolo totale, lipoproteine ad alta e a bassa densità (HDL e LDL), trigliceridi, emoglobina glicata (HbA1c), livello di desiderio sessuale e soddisfazione sessuale accompagnata da erezioni.

Infine, nel gruppo testosterone si sono osservate riduzioni significative delle concentrazioni sieriche di insulina, della resistenza all'insulina (HOMA-IR), degli acidi grassi liberi, della proteina C-reattiva e della leptina dopo 24 settimane di terapia sostitutiva (P <0,05).

Richard Auchus, della University of Michigan di Ann Arbor, ha detto che lo studio aggiunge informazioni interessanti alle nostre conoscenze di base, ma si è chiesto se i risultati valgano per tutti i pazienti allo stesso modo. Lo specialista ha sottolineato che al basale il gruppo trattato col testosterone aveva una sensibilità all'insulina superiore rispetto al gruppo di controllo e che, quindi, potrebbe esserci stato un errore di appaiamento dei pazienti.


S. Dhindsa, et al. Testosterone replacement increases insulin sensitivity in hypogonadal men with type 2 diabetes. AACE 2013; abstract 280