Tiotropio, somministrato a pazienti di età  inferiore a 50 anni affetti da BPCO, è in grado di rallentare la velocità di declino della funzionalità respiratoria [misurata in termini di Volume espiratorio forzato in un secondo (FEV1)] e migliorare la qualità di vita correlata allo stato di salute [valutata attraverso il St. George's Respiratory Questionnaire (SGRQ)] in maniera statisticamente significativa.
Sono questi i principali risultati di una post-hoc analisi dei dati dello studio UPLIFT presentati al Congresso Annuale della European Respiratory Society (ERS).

In questa popolazione di pazienti più giovani, trattati con tiotropio per 4 anni, si è avuto un rallentamento del 34% della velocità di declino del  FEV1 rispetto ai gruppi di controllo della stessa età (FEV1 post broncodilatatore, 38 mL/anno rispetto a 58 mL/anno; p=0,01). 
I dati relativi ai 356 pazienti, di età inferiore ai 50 anni, arruolati nello studio  UPLIFT, dimostrano inoltre che nei pazienti più giovani in terapia con tiotropio il rischio di riacutizzazioni è ridotto del 27% rispetto al gruppo di controllo [HR (IC 95%) = 0,73 (0,56, 0,95); p=0,02]. Poiché le riacutizzazioni possono peggiorare il decorso clinico della patologia, un farmaco come tiotropio, che ne riduce in modo significativo il numero, può migliorare la prognosi e la progressione clinica della BPCO. 

Tiotropio, un anticolinergico per via inalatoria a lunga durata d'azione, è il primo farmaco per via inalatoria in monosomministrazione giornaliera ad aver dimostrato miglioramenti significativi e sostenuti della funzionalità respiratoria. Tiotropio agisce positivamente sul decorso clinico della BPCO, contribuendo a cambiare il modo con cui i pazienti convivono con la malattia. E' il farmaco più prescritto al mondo per la terapia della BPCO.