Nuove analisi dello studio Women's Health Initiative (WHI) confermano che la terapia ormonale sostitutiva (Tos) estroprogestinica aumenta il rischio di malattie cardiovascolari (CV) nelle donne sane in postmenopausa. I dati sono pubblicati sul numero del 16 febbraio della rivista Annals of Internal Medicine.

Gli autori sostengono di aver rilevato una tendenza a un aumento del rischio CV durante i primi due anni di trattamento tra le donne che hanno cominciato la Tos entro 10 anni dalla menopausa, e un aumento molto più marcato in quelle che hanno iniziato ad assumere gli ormoni più di 10 anni dopo. L'analisi indica anche che complessivamente il rischio CV per la donna è più che raddoppiato entro i primi due anni di assunzione della terapia combinata.

Solo qualche settimana fa, la società canadese di ostetricia e ginecologia, nelle ultime linee guida pubblicate, aveva invece ‘sdoganato' la Tos, dando parere positivo all'utilizzo e giudicandola un opzione valida ed efficace nelle donne andate incontro a una menopausa precoce, per alleviarne i sintomi.

La differenza nel livello iniziale di rischio non sembra essere correlata all'età, dato che l'aumento del rischio CV è stato simile nelle cinquantenni e nelle sessantenni che assumevano una Tos combinata.

Invece, i risultati non sono applicabili a donne che hanno subito un'isterectomia ed erano in trattamento con una Tos a base di soli estrogeni. Pertanto, sono in previsione anche nuove analisi dello studio su donne che avevano assunto una terapia esclusivamente estrogenica.
In questo caso, i ricercatori hanno analizzato nuovamente i dati del WHI, uno studio randomizzato che aveva coinvolto 16.608 donne in postmenopausa, non sottoposte a isterectomia, di età compresa tra i 50 e i 79 anni al momento dell'arruolamento. In particolare, hanno confrontato l'effetto della Tos sul rischio CV in donne che avevano cominciato la terapia entro 10 anni dalla menopausa e donne che l'avevano iniziata dopo. In più ne hanno studiato gli effetti sulla coronaropatia nel tempo e hanno confrontato i risultati con analisi simili su 34.575 donne che avevano partecipato al Nurses Health Study, un vastissimo studio osservazionale con un follow-up medio di 9,3 anni. Da entrambi gli studi sono mersi effetti simili della Tos.

Nel WHI, 8.506 partecipanti erano state trattate con una combinazione di estrogeno (estrogeni coniugati equini, 0,625 mg/die) e progestinico (medrossiprogesterone acetato, 2.5 mg/die) e 8.102 avevano ricevuto un placebo. Lo studio era stato interrotto nel 2002 dopo una media di 5,6 anni di terapia a causa di un aumento dei casi di tumore al seno nelle donne in trattamento attivo. Rispetto a quelle trattate con placebo, quelle sottoposte alla terapia ormonale erano risultate anche ad aumentato rischio di ictus, trombosi e cardiopatie, mentre la Tos sembrava ridurre il rischio di tumore del colon-retto e fratture a livello dell'anca.
Complessivamente, nel gruppo di donne trattate con la Tos si erano avuti 188 casi di coronaropatia (di cui 80 nei primi due anni) contro 147 (51 nei primi due anni) nelle donne del gruppo placebo. Aggiustando i dati in base all'aderenza, è emerso che le donne che in terapia estroprogestinica avevano una probabilità circa 2,4 volte maggiore di sviluppare una cardiopatia nei primi due anni, mentre a 8 anni la probabilità era del 69% superiore.

La nuova analisi ha anche evidenziato che le donne che avevano cominciato la terapia estroprogestinica entro 10 anni dalla menopausa mostravano una tendenza all'aumento del rischio, con un incremento del 29% a due anni dall'inizio della Tos.
Queste donne rimanevano ad aumentato rischio di cardiopatia per circa 6 anni, dopodichè il loro rischio sembrava diventare più basso di quello del gruppo placebo.

Al contrario, le donne che avevano iniziato la terapia ormonale 10 anni o più dopo la menopausa avevano una probabilità circa 3 volte maggiore di sviluppare una cardiopatia entro i primi due anni di trattamento rispetto a quelle trattate con placebo e continuavano ad essere a maggior rischio di malattia cardiaca anche negli otto anni di follow-up.

Non è chiaro come mai il rischio di cardiopatia sembri essere più alto nelle donne che iniziano la Tos un decennio dopo la menopausa rispetto a quelle che l'iniziano prima.