Le donne che iniziano a fare uso della terapia ormonale sostitutiva (TOS) entro cinque anni dall’inizio della menopausa mostrano una riduzione del rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Al contrario, se la terapia viene avviata in età più avanzata, il rischio di sviluppare la malattia aumenta. E’ quanto emerso da uno studio di tipo osservazionale pubblicato su Neurology.


“Studi osservazionali precedenti avevano mostrato una riduzione del rischio di malattia di Alzheimer con l’uso della terapia ormonale, mentre uno studio controllato randomizzato aveva mostrato un aumento del rischio, spiega il dottorando Peter P. Zandi, coautore dello studio. I nostri risultati suggeriscono che ci possa essere una delicata finestra vicino la menopausa in cui la terapia ormonale può forse essere utile”.


Tra il 1995 e il 2006 gli esperti della Johns Hopkins University di Baltimora hanno analizzato 1.768 donne, valutando l’associazione tra il periodo di inizio della terapia ormonale sostitutiva e lo sviluppo della malattia. Le partecipanti sono state seguite per 11 anni.


Nell’intervallo di tempo considerato, 176 donne hanno sviluppato l’Alzheimer. Di queste, 87 appartenevano al gruppo che aveva utilizzato la terapia ormonale sostitutiva. Le restanti 89 appartenevano al gruppo che non aveva assunto gli ormoni.


Le donne che avevano iniziato la terapia ormonale entro 5 anni dall’inizio della menopausa mostravano una riduzione del rischio di sviluppare l’Alzheimer pari al 30% rispetto a quelle che non avevano utilizzato la terapia ormonale. Al contrario, le partecipanti che avevano iniziato un trattamento a base di estrogeni e progestinici combinati più di cinque anni dopo la menopausa, o dopo i 65 anni hanno mostrato un aumento del rischio di sviluppare l’Alzheimer. 


“Anche se questo studio sostiene la possibilità che l’uso a breve termine di una terapia a base di ormoni può ridurre il rischio di malattia di Alzheimer, commenta in un editoriale di accompagnamento allo studio il dottor Victor Henderson della Stanford University e membro della American Academy of Neurology, sono necessarie ulteriori ricerche prima di poter fare nuove raccomandazioni cliniche per le donne e l’uso della terapia ormonale”.


Huibo Shao et al., Hormone therapy and Alzheimer disease dementia New findings from the Cache County Study, Neurology doi: 10.1212/WNL.0b013e318271f823
leggi