La tubercolosi torna a destare allarme. Particolarmente preoccupanti sono la sua persistenza nei bambini e l’aumento dei casi di tubercolosi multi-resistente (MDR TB), che sta intralciando i programmi messi in campo per combattere la malattia e minaccia di vanificare i progressi fatti contro di essa.

A lanciare il monito sono gli esperti dello European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) e della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi, il World TB Day, che si celebra il 24 marzo.

Un nuovo report "Tuberculosis surveillance in Europe 2009" redatto dalle due agenzie fornisce, infatti, nuovi dati preoccupanti sulla diffusione della tubercolosi multi-resistente (MDR TB) in Europa e sulla tubercolosi nei bambini.

Ma il problema non riguarda solo il Vecchio Continente. Un articolo pubblicato questa settimana sul sito di The Lancet denuncia, infatti, che la malattia è estremamente diffusa nell’Africa subsahariana dove, a causa dell’effetto devastante dell’HIV sulla suscettibilità alla tubercolosi, quattro casi su cinque sono legati proprio all’infezione da HIV.

Inoltre, si legge nel lavoro, il numero stimato di nuovi casi – oltre 9 milioni – è il più alto mai registrato nella storia.
Secondo i dati dell’ufficio europeo dell’Oms, dal 2005 in poi l’incidenza della tubercolosi in Europa è diminuita e nel 2009 la media regionale è stata di 36.8 casi ogni 100.000 persone. Tuttavia, le notifiche dei casi di nuova diagnosi e di ricadute in 18 Paesi ad alta priorità restano quasi otto volte più alti che nel resto della regione (73 contro  9,2 ogni 100.000 persone).

Per quanto riguarda la tubercolosi multi-resistente, però, le incidenze più elevate a livello mondiale sono state registrate proprio in Europa. Per quanto riguarda, invece, la tubercolosi nei bambini, negli ultimi dieci anni sono stati notificati nei Paesi EU/EEA quasi 40.000 casi e più di 3.300 casi solo nel 2009.

“Le popolazioni vulnerabili, tra cui appunto i bambini” si legge nel report “non hanno ancora un rapido accesso a una diagnosi tempestiva e un trattamento di qualità”. Per questo, l’Ecdc e l’Oms stanno mettendo in atto azioni congiunte per sviluppare un Piano regionale quinquennale per combattere la MDR-TB e per affrontare i problemi di prevenzione e controllo della tubercolosi nei bambini

Si ritiene che fino a un terzo delle persone in tutto il mondo sia infettato dal batterio che provoca la malattia, il Mycobacterium tubercolosis, ma solo una piccola percentuale sviluppa la malattia. Vari studi dimostrano che i soggetti con problemi di abuso di sostanze, quelli indigenti e coloro che vivono in comunità difficili da raggiungere sono più esposti all’infezione.

Nell’articolo di Lancet, firmato da Alimuddin Zumla, infettivologo dell’Università di Londra e Stephen Lawn, dell’Università di Cape Town, si dice che l’aumento globale dell’incidenza del diabete e l’alto numero di fumatori nei Paesi a basso o medio reddito sono fattori sempre più importanti che alimentano l’epidemia di tubercolosi. Il diabete, infatti, aumenta di tre volte il rischio di sviluppare la malattia, mentre il fumo lo raddoppia.

Gli esperti dell’Ecdc e dell’Oms concludono nel loro report che i progressi per il controllo della tubercolosi in tutto il mondo sono stati ostacolati, oltre che dalla diffusione della tubercolosi multiresistente, dall’assenza di un test diagnostico rapido ed economico, dalla lunga durata del trattamento, dalla mancanza di un vaccino efficace e dalla debolezza dei sistemi sanitari nei Paesi in via di sviluppo.