Pubblicato sul British Medical Journal il primo studio di confronto tra due vaccini anti-influenza A/H1N1: Pandemrix, di GlaxoSmithKline, e Celvapan di Baxter. Nel testa a testa, il primo, contenente l'adiuvante AS03, l'ha spuntata sul competitor, non adiuvato, suscitando una risposta immunitaria più forte nei bambini, specie in quelli più piccoli. Tuttavia, entrambi i farmaci hanno dimostrato di esere ben tollerati e di fornire una buona protezione contro il virus.

Lo studio, condotto in cinque centri inglesi (Oxford, Southampton, Bristol, Exeter e Londra), ha interessato oltre 900 bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 12 anni, sottoposti alla vaccinazione lo scorso anno. Nel gruppo al di sotto dei 3 anni si è osservata di una percentuale di risposta del 98,2% nei soggetti trattati con Pandemrix contro l'80,1% in quelli vaccinati con Celvapan (P < 0,001), mentre in quelli più grandi la differenza è stata meno pronunciata (99,1% contro 95,9%; P = 0,03), ma comunque significativa.

I bambini trattati con il prodotto adiuvato hanno avuto però anche più reazioni sistemiche e locali alla vaccinazione, tra cui febbre, dolori muscolari e non, rossore e gonfiore, ma gli autori sono convinti che tali reazioni non siano particolarmente preoccupanti.
Secondo i ricercatori, questi dati potrebbero essere utilizzati per guidare le politiche vaccinali e commentando i risultati, Matthew Snape, pediatra dell'Univesità di Oxford, tra gli autori dello studio, ha affermato che lo scarto evidenziato nei bambini più piccoli è "di particolare interesse perché questa fascia di età è quella a maggior rischio di influenza ed è quella che generalmente non ha risposto così bene ai vaccini in passato".

In più, la ricerca contribuisce a risolvere la diatriba sull'utilizzo dei vaccini adiuvati, che lo scorso anno aveva diviso le autorità sanitarie europee, a favore degli adiuvanti, e quelle statunitensi, contrarie. "I nostri dati sono rassicuranti per quei Paesi come gli Stati Uniti che non hanno approvato l'impiego di questi amplificatori della risposta immunitaria nei vaccini antinfluenzali" ha detto Snape "ed è possibile che il prossimo anno anche i vaccini contro l'influenza stagionale possano contenere adiuvanti come l'AS03.

In ogni caso, è molto probabile che lo studio porterà altra acqua al mulino di GSK. Giusto in aprile, la multinazionale inglese aveva dichiarato profitti superiori alle attese nel primo trimestre dell'anno, anche grazie alle vendite del vaccino contro l'influenza pandemica, che hanno generato entrate per oltre un miliardo di dollari. In febbraio, invece, il governo britannico aveva rescisso il contratto con Baxter relativo alla fornitura del suo vaccino anti-H1N1.

C. S. Waddington, et al. Safety and immunogenicity of AS03B adjuvanted split virion versus non-adjuvanted whole virion H1N1 influenza vaccine in UK children aged 6 months-12 years: open label, randomised, parallel group, multicentre study. BMJ 2010;340:c2649. doi:10.1136/bmj.c2649
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