Vaccino universale contro l'influenza, al via la sperimentazione di fase I sull'uomo

I ricercatori National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) del National Institutes of Health (NIH) stanno conducendo il primo test su un vaccino universale per l'influenza, nel tentativo di fornire una protezione pił duratura e superare la necessitą di aggiornarlo continuamente a ogni stagione per adeguarsi alle mutazioni del virus.

I ricercatori National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) del National Institutes of Health (NIH) stanno conducendo il primo test su un vaccino universale per l'influenza, nel tentativo di fornire una protezione più duratura e superare la necessità di aggiornarlo continuamente a ogni stagione per adeguarsi alle mutazioni del virus.

Il vaccino universale punta a stimolare le risposte immunitarie protettive contro sottotipi di influenza molto diversi concentrandosi su una regione virale che rimane relativamente costante da ceppo a ceppo. In questo modo dovrebbe garantire una protezione più duratura per gli individui di tutte le età e contro molteplici sottotipi di influenza, compresi quelli potenzialmente in grado di causare una pandemia.

«L'influenza stagionale è una sfida costante per la salute pubblica e dobbiamo fronteggiare di continuo la possibilità di una pandemia causata dall'emergenza e dalla diffusione di nuovi virus influenzali», ha detto in un comunicato stampa il direttore del NIAID Anthony Fauci. «Questa sperimentazione clinica di fase I rappresenta un passo in avanti nei nostri sforzi per sviluppare un vaccino contro l'influenza che sia universale, duraturo e fornisca un’ampia protezione».

Lo studio esaminerà la sicurezza e la tollerabilità del vaccino chiamato H1ssF_3928 e la sua immunogenicità su volontari sani.

Efficacia e sicurezza in varie fasce d’età
La sperimentazione verrà condotta presso il Clinical Center del NIH a Bethesda sotto la guida di Grace Chen del Vaccine Research Center (VRC) del NIAID e arruolerà nel tempo almeno 53 adulti sani di età compresa tra 18 e 70 anni. I primi cinque partecipanti, tra i 18 e i 40 anni, riceveranno una piccola iniezione intramuscolare (20 mcg) del vaccino per verificarne la sicurezza.

Gli altri 48 riceveranno due iniezioni da 60 mcg distanziate di 16 settimane l'una dall'altra e saranno divisi in quattro gruppi da 12 in base alla fascia di età: 18-40 anni, 41-49, 50-59 e 60-70. I ricercatori studieranno se e fino a che punto le loro risposte immunitarie variano in base all'età e alla loro precedente esposizione a diverse varianti dell'influenza.

I soggetti in studio documenteranno la loro temperatura e gli eventuali sintomi per 1 settimana dopo ogni iniezione. Non saranno esposti all'influenza ma forniranno periodicamente campioni di sangue che verranno sottoposti a test per caratterizzare e misurare i livelli di anticorpi anti-influenza. Nel corso di 12-15 mesi verranno sottoposti a un totale di 9-11 visite di follow-up.

«Questa sperimentazione clinica di fase I rappresenta il culmine di anni di ricerca e sviluppo resi possibili dall’impostazione collaborativa del Vaccine Research Center, che è in grado di riunire scienziati di primissimo livello, esperienza produttiva e un team clinico eccezionale», ha dichiarato il Direttore del VRC John Mascola.

Immunità più duratura
Il comunicato stampa del NIAID riporta che “un team di ricercatori del VRC ha sviluppato il prototipo di un vaccino universale contro l'influenza tramite l’esposizione di una parte della emoagglutinina, una glicoproteina antigenica presente sulla superficie delle particelle virali dell’influenza, sulla superficie di una nanoparticella microscopica composta da ferritina non umana. La ferritina è una proteina naturale che si trova nelle cellule tutte le specie viventi ed è una piattaforma utile per i vaccini perché forma particelle che possono esporre più “spine” di emoagglutinina influenzale, imitando la sua naturale organizzazione sul virus".

La emoagglutinina è una proteina integrale di membrana formata da 2 regioni, una testa e uno stelo. La testa è in grado di “agganciare” le cellule dell’ospite legandosi agli zuccheri di alcune glicoproteine della membrana cellulare per consentire al virus dell'influenza di introdursi in una cellula. Lo stelo è un corto filamento proteico che ancora la emoagglutinina alla membrana virale.

Sebbene il sistema immunitario possa attaccare entrambe le regioni, in genere è diretto contro la testa che, a differenza dello stelo, muta di continuo. Per questo motivo il nuovo candidato vaccino conterrà solo lo stelo della proteina, così da limitare la necessità di essere aggiornato ad ogni stagione influenzale. Concentrandosi sullo stelo i ricercatori ritengono che il nuovo vaccino possa fornire un'immunità più ampia e più duratura.

Risultati previsti fra circa un anno
Per creare il prototipo del vaccino è stato utilizzato lo stelo di un virus influenzale di ceppo H1N1, dove H1 descrive il sottotipo di emoagglutinina e N1 descrive il sottotipo neuraminidasi, un’altra proteina di superficie del virus influenzale. A oggi conosciamo diciotto sottotipi HA e 11 sottotipi NA, anche se nell’uomo circolano generalmente i ceppi H1N1 e H3N2. Alcuni ceppi meno diffusi, come H5N1 e H7N9, hanno causato in passato alcune epidemie letali e potrebbero potenzialmente causare una pandemia se dovessero essere in grado di diffondersi più facilmente.

Un precedente studio del VRC su un vaccino con nanoparticelle di ferritina che comprendeva sia la testa che lo stelo dell'emoagglutinina ha dimostrato che la piattaforma è sicura e ben tollerata per l’uso nell’uomo. In linea con tutte le sperimentazioni cliniche, un gruppo di esperti valuterà regolarmente i dati sulla sicurezza del vaccino nei partecipanti alla sperimentazione di fase I.

L'arruolamento dovrebbe essere completato entro la fine del 2019 e i risultati sono previsti a partire dall'inizio del 2020.