Dopo un mese di terapia con vilanterolo, un nuovo beta agonista a lunga durata d'azione (Laba), i pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) mostrano un miglioramento significativo della FEV 1, cioè il volume di aria espirata in un secondo, indice della funzione polmonare. E’ quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista Chest.

Gli esperti hanno arruolato 602 pazienti con Bpco da moderata a severa, randomizzati a ricevere 3,0, 6,5, 12,5, 25 o 50 mcg di vilanterolo o placebo per via inalatoria una volta al giorno per 28 giorni.

Dallo studio è emerso che i 25 e i 50 mcg/die del farmaco hanno migliorato il FEV 1 di 130 ml. In particolare, i miglioramenti erano di 92, 98, 110, 137 e 165 rispettivamente per le dosi crescenti del medicinale.

Non si sono osservati problemi di safety associati al trattamento in termini di alterazione dei dati di laboratorio o di variazioni della pressione arteriosa.

Vilanterolo è un beta agonista a lunga durata d'azione (Laba) che agisce stimolando i recettori beta-2 della muscolatura liscia delle vie aeree. Si ottiene così un rilassamento muscolare e di conseguenza un aumento del diametro delle vie respiratorie, tipicamente ridotto nella Bpco e nell'asma. GlaxoSmithKline e Theravance hanno sviluppato l’associazione precostituita di fluticasone furoate e vilanterolo per il trattamento della Bpco. Le aziende intendono inviare la richiesta di approvazione del medicinale alle agenzie regolatorie entro la metà del 2012.

Nicola A. Hanania et al., The Efficacy and Safety of the Novel Long-Acting β2 Agonist Vilanterol in COPD Patients: a Randomized Placebo-Controlled Trial,  CHEST doi: 10.1378/chest.11-2231
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