La vitamina D ad alto dosaggio è sicura ed efficace in gravidanza, secondo uno studio randomizzato dell'Università del South Carolina, appena presentato al congresso annuale delle società pediatriche americane (Pediatric Academic Societies, PAS).

La carenza di vitamina D durante la gestazione è un serio problema di sanità pubblica che riguarda sia la madre sia il feto. La vitamina è infatti indispensabile per lo sviluppo dello scheletro fetale, che richiede un aumento dei livelli della vitamina stessa nell'organismo materno.
Al momento, l'introito giornaliero raccomandato in gravidanza è uguale a quello delle donne non gravide, ma ci sono crescenti evidenze che le richieste durante la gestazione possano essere superiori; inoltre, in questa fase molte donne presentano un deficit di vitamina D e possono aver bisogno di una supplementazione. Tuttavia i livelli plasmatici ottimali e l'apporto necessario per raggiungerli non sono ancora stati definiti chiaramente.

Per cercare di far luce sulla questione, lo studio americano ha valutato tre diversi dosaggi di vitamina D in 350 donne incinte (115 di razza caucasica, 17 ispaniche e 98 afro-americane) tra la dodicesima e la sedicesima settimana di gravidanza.
Le partecipanti sono state divise in tre gruppi (stratificati per razza), randomizzati al trattamento giornaliero con 400 UI (gruppo di controllo, n = 111) 2.000 UI (n = 112) o 4.000 UI (n = 117), seguito fino al momento del parto. I ricercatori hanno quindi valutato sicurezza ed efficacia della supplementazione ad alte dosi misurando ogni mese i livelli di 25-idrossivitamina D (25(OH)D), 1,25-diidrossivitamina D (1,25(OH)D), calcio plasmatico, creatinina, fosfatasi e il rapporto calcio/creatinina nelle urine.

Tra i gruppi non c'erano differenze di rilievo nei livelli basali di 25(OH)D. Tuttavia, i livelli medi di questa vitamina al momento del parto e un mese dopo sono risultati significativamente diversi nei tre bracci e hanno mostrato una diretta influenza sui livelli di (1,25(OH)D) durante la gravidanza. Inoltre, non sono emerse differenze tra i diversi gruppi riguardo alle altre misure relative alla sicurezza e non sono stati riportati eventi avversi attribuibili all'assunzione del supplemento vitaminico.
Il livello di 25(OH)D nel neonato è risultato significativamente diverso nei tre gruppi e correlato in modo significativo con quello materno complessivamente e anche un mese prima e dopo il parto.

Sulla base di questi risultati, gli autori concludono che la supplementazione con vitamina D alla dose di 4.000 UI/die durante la gravidanza è una misura sicura ed efficace per raggiungere livelli vitaminici adeguati in donne di diversa etnia.
Lo studio ha suggerito anche che per normalizzare il metabolismo della vitamina D in una donna gravida sono necessari livelli circolanti di 25(OH)D pari ad almeno 40 ng/ml (100 nmol/l). "Livelli circolanti più alti di 25(OH)D sono associati a una riduzione del rischio di comorbilità durante la gravidanza, per cui raccomandiamo alle future mamme di controllare il loro livelli di vitamina D all'inizio della gravidanza" ha aggiunto Carole Wagner, che ha comunicato i risultati al PAS.

Vitamin D Supplementation During Pregnancy Part I NICHD/CTSA Randomized Clinical Trial (RCT): Safety Considerations. Abstract 2630.7