Le donne che hanno livelli ematici elevati di vitamina D potrebbero avere un rischio ridotto di sclerosi multipla, ma i livelli della vitamina durante la gravidanza non sono predittivi del futuro rischio di sviluppare la malattia dei figli. A suggerirlo è uno studio caso-controllo di autori svedesi, appena pubblicato sulla rivista Neurology.


In questa ricerca, le donne con livelli sierici di 25-idrossivitamina D [25(OH)D] pari ad almeno 75 nmol/l hanno mostrato un rischio inferiore del 61% di sviluppare la malattia rispetto a quelle con livelli più bassi. Invece, non è emersa alcuna relazione tra i livelli di 25(OH)D durante la gestazione e il rischio futuro di malattia del bambino.


Lo studio del team scandinavo (guidato da Jonatan Salzer, dell’Università di Umea) ha preso le mosse da ricerche precedenti che avevano suggerito un legame tra carenza di vitamina D e aumento del rischio di sclerosi multipla. Per esempio, si è visto che c’è un’associazione tra la malattia e l’esser nati in primavera, per cui alcuni ricercatori hanno ipotizzato che la carenza di vitamina D che si verifica durante le gravidanze invernali possa contribuire a spiegare questa relazione. Inoltre, scrivono i ricercatori nell’introduzione, anche il calo dei livelli di vitamina D nella popolazione in generale può aiutare a spiegare l’aumento dell’incidenza della malattia suggerito da alcuni studi epidemiologici.


Per chiarire meglio il nesso tra i livelli sierici di vitamina D e rischio di sclerosi multipla, Salzer e il suo gruppo hanno condotto uno studio caso-controllo utilizzando due biobanche di popolazione contenenti 291.500 campioni di 164.000 pazienti raccolti a partire dal 1975 nella metà settentrionale della Svezia.


In queste banche hanno identificato i campioni di sangue raccolti in maniera prospettica da 192 malati di sclerosi multipla e 37 campioni di donne incinte i cui figli hanno poi sviluppato la malattia e hanno visto che un livello plasmatico di 25(OH)D di almeno 75 nmol/l era associato a un minor rischio di sviluppare la sclerosi multipla (OR 0,39; IC al 95% 0,16-0,98). Hanno notato, tuttavia, che non vi era alcuna relazione tra livelli di vitamina D inferiori a 75 nmol/l e rischio di malattia.


Inoltre, non hanno trovato una riduzione del rischio nei soggetti nati da madri che in gravidanza avevano livelli di 25(OH)D superiori a 75 nmol/l (OR 1,8; IC al 95% 0,53-5,8).


Altro dato che emerge da un'analisi post hoc dello studio è una graduale riduzione del numero di donne con livelli di vitamina al di sopra delle 75 nmol/l nei controlli nel periodo dal 1976 al 2005 (P trend = 0,005), il che, scrivono gli autori, suggerisce come "le raccomandazioni sulla supplementazione di vitamina D durante gravidanza potrebbero necessitare di una revisione, specie perché il fabbisogno di vitamina D durante la gravidanza potrebbe essere superiore a quello della popolazione generale".


I ricercatori avvertono, però, che i risultati potrebbero essere influenzati dalla dimensione ridotta del campione.


J. Salzer, et al. Vitamin D as a protective factor in multiple sclerosis. Neurol 2012; 79: 2140-2145
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