Altri Studi

Vulvodinia Day: "Diamo Voce al Silenzio"

1
Condivisioni

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo:

Su iniziativa della Sen. Paola Mancini, si è tenuto oggi, presso la Sala Caduti di Nassiriya il “Vulvodinia Day - Diamo Voce al Silenzio”, evento dedicato a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla Vulvodinia, patologia cronica dolorosa che colpisce circa il 15% delle donne italiane (1 donna su 7).

Ancora poco conosciuta e, specialmente, non adeguatamente riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale, la Vulvodinia è una sindrome caratterizzata da dolore vulvare persistente o ricorrente, spesso descritto come bruciore, irritazione o sensazione di puntura. Nonostante il forte impatto sulla vita quotidiana delle donne, la patologia è ancora sottovalutata e in molti casi non diagnosticata tempestivamente: si stima che una parte importante, tra il 30% e il 40% delle donne con Vulvodinia, non riceva una diagnosi tempestiva o un adeguato supporto medico.

Moderato da Alessandro Cossu, Cittadinanzattiva, l’evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali, professionisti del mondo scientifico e la testimonianza diretta di una paziente, con l’obiettivo di superare il muro di silenzio che circonda questa patologia ad alta complessità diagnostica e gestionale.

“La vulvodinia è una patologia che agisce nell’ombra, non riconosciuta e spesso non diagnosticata, con conseguenze significative sul piano fisico e psicologico. Come Parlamentari ci impegniamo a utilizzare tutti gli strumenti disponibili – parlamentari, legislativi, istituzionali e comunicazionali – per richiedere il pieno riconoscimento della Vulvodinia e promuovere cambiamenti concreti nelle politiche sanitarie a tutela delle donne colpite, per restituire loro dignità.”  ha sottolineato la Sen. Paola Mancini nell’intervento di apertura istituzionale dell’evento.

«Oggi non parliamo soltanto di una condizione medica, ma di una ferita collettiva che per troppo tempo è rimasta invisibile. La vulvodinia non è solo dolore fisico, è solitudine, incomprensione, silenzio. Parlare di vulvodinia significa ridare dignità al dolore femminile e affermare che la salute delle donne non è un privilegio, ma un diritto.” – ha ribadito l’On. Cristina Almici. “Come rappresentante delle Istituzioni, confermo la necessità di un impegno condiviso a riconoscere questa sindrome nel Servizio Sanitario Nazionale e a garantire percorsi di cura e ascolto adeguati, perché nessuna donna debba più sentirsi dimenticata nel proprio dolore.»

Il Prof. Filippo Murina, Responsabile Servizio di Patologia del Tratto Genitale Inferiore, Ospedale V. Buzzi-Università degli Studi di Milano e Direttore Scientifico Associazione Italiana Vulvodinia (AIV) ha sottolineato: “E’ necessario utilizzare ogni occasione per far sì che la patologia sia riconosciuta, compresa e diagnosticata con tempestività. Favorire una maggiore consapevolezza clinica, scientifica e politica su questa patologia significa dare voce a una condizione silenziosa e spesso trascurata. È essenziale aumentare la consapevolezza affinché le donne che ne soffrono possano ricevere il sostegno e l’assistenza a cui hanno diritto.”

Tra gli interventi scientifici, quello del Prof. Vito Trojano, Presidente Società Italiana Ginecologia e Ostetricia, che ha fatto il punto della situazione sulle Raccomandazioni sanitario-organizzative in via di sviluppo per favorire i percorsi di diagnosi: “SIGO coordina un tavolo tecnico composto da varie società scientifiche ed autorizzato dall’ISS per elaborare Raccomandazioni utili sia sotto il profilo clinico/ scientifico che per quello organizzativo e giurisprudenziale. E’ inoltre componente di un Tavolo Tecnico multidisciplinare presso il Ministero della Salute che servirà ad inquadrare la Vulvodinia come malattia cronica.”

Sono seguiti gli interventi del Prof. Nicola Colacurci, Responsabile del Centro di Infertilità, Direttore U.O.C. Ginecologia e Ostetricia presso Seconda Università di Napoli con focus sulla correlazione tra Vulvodinia e infertilità, della Dott.ssa Maria Teresa Schettino, Dirigente Medico specialista in Ginecologia ed Ostetricia sulla situazione del sud Italia, e di Chiara Natale, attivista e content creator che ha condiviso il punto di vista delle pazienti.

1
Condivisioni

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo:


Altri articoli della sezione Altri Studi

Ipotiroidismo materno non trattato aumenta rischio di di autismo nei figli

Ipotiroidismo materno non trattato aumenta rischio di di autismo nei figli

Maculopatia essudativa: Liguria prima regione a introdurre l'esenzione dal ticket. Screening gratuito in farmacia

Maculopatia essudativa: Liguria prima regione a introdurre l'esenzione dal ticket. Screening grat...

Quali sono i progressi nella diagnosi dell'acromegalia?  Ricerca italiana sul Nejm

Quali sono i progressi nella diagnosi dell'acromegalia? Ricerca italiana sul Nejm

Gravidanza: nausea e vomito colpiscono due donne su tre e possono durare fino al quinto mese

Gravidanza: nausea e vomito colpiscono due donne su tre e possono durare fino al quinto mese

Dieta ipoproteica nella malattia renale cronica: rimborsata al 100% solo in 2 Regioni italiane. Primo manifesto dei pazienti

Dieta ipoproteica nella malattia renale cronica: rimborsata al 100% solo in 2 Regioni italiane. P...

Contraccettivi ormonali e rischio di tumore al seno: un nuovo studio chiama in causa il desogestrel

Contraccettivi ormonali e rischio di tumore al seno: un nuovo studio chiama in causa il desogestr...