4 aziende biotech da tenere d'occhio, possibili obiettivi di acquisizione nel 2018

La società di investimenti Zacks ha esaminato quattro possibili obiettivi di acquisizione per il 2018 in campo biofarmaceutico, basandosi sui principali parametri che possono rendere appetibile un'azienda e cioè l'andamento attuale dei sui farmaci, le prospettive di crescita delle vendite e la qualità della pipeline.

Se il 2017 non è stato un anno particolarmente interessante per fusioni e acquisizioni in ambito farmaceutico, soprattutto nei confronti del 2015 e 2016, secondo molti investitori il prossimo anno potrebbe essere molto propizio se negli Stati Uniti dovessero essere approvate le riforme fiscali proposte.

La riduzione dell’aliquota dell'imposta sulle società dal 35% al 20% favorirebbe infatti l’aumento dei profitti delle grandi aziende farmaceutiche, mentre la modifica del codice fiscale consentirà alle società di riportare le enormi somme di denaro detenute all'estero con un'aliquota unica del 10%.

La conseguente disponibilità economica delle compagnie, unita alle lunghe tempistiche e ai notevoli investimenti necessari allo sviluppo di nuove farmaci, potrebbe favorire l’acquisizione di società biotecnologiche innovative di piccole/medie dimensioni da parte delle Big Pharma per rafforzare le proprie pipeline.

La società di investimenti Zacks ha esaminato quattro possibili obiettivi di acquisizione per il 2018 in campo biofarmaceutico, basandosi sui principali parametri che possono rendere appetibile un’azienda e cioè l’andamento attuale dei sui farmaci, le prospettive di crescita delle vendite e la qualità della pipeline.

Vertex Pharmaceuticals
Con sede a Boston, Vertex commercializza due farmaci per la fibrosi cistica, Kalydeco e Orkambi. Il 12 dicembre Vertex ha annunciato l’estensione dell’accordo con CRISPR Therapeutics, per lo sviluppo e la co-commercializzazione di CTX001, un trattamento di modifica genetica sperimentale che utilizza CRISPR/Cas9 per l'anemia falciforme e la beta-talassemia.
Zacks scrive: «La società è ottimista sul fatto che il trend positivo delle vendite dei farmaci per la fibrosi cistica continuerà anche nel 2018, grazie all’ottenimento di ulteriori approvazioni di rimborso per Orkambi nei mercati ex-U.S. e all'approvazione per il lancio dell’associazione tezacaftor (VX-661)/ivacaftor. Nel frattempo, l'azienda ha compiuto progressi clinici in diversi studi sulla fibrosi cistica nel corso del 2017 e ha significativi stimolatori della pipeline. La capitalizzazione di mercato di Vertex è di circa $36 miliardi».

BioMarin Pharmaceutical
Con sede a Novato, in California, BioMarin si concentra sullo sviluppo di farmaci per le malattie rare. Nei primi 9 kmesi del 2017 ha generato un fatturato di $955,3 milioni, in crescita del 17% sullo scorso anno.
La capitalizzazione di mercato di BioMarin è di circa 14 miliardi di dollari. I farmaci per malattie rare sono particolarmente richiesti, data la minor concorrenza sul mercato e alti prezzi delle cure. Vimizim e Kuvan hanno buoni risultati di vendita e quest'anno l'azienda ha ricevuto una grande spinta dall’approvazione anticipata di Brineura per i bambini con malattia CLN2, una forma di malattia di Batten. L'approvazione di pegvaliase per il trattamento della fenilchetonuria è prevista per la metà del 2018.
Lo scorso 11 dicembre, la compagnia ha presentato al meeting della Società Americana per l’emofilia i primi risultati di uno studio di fase I/II su valoctocogene roxaparvovec, una terapia genica per l'emofilia A grave. Undici pazienti su 13 sottoposti alla terapia genica, dopo 48 settimane avevano raggiunto livelli di Fattore VIII prossimi o all'interno del range normale. Inoltre il sanguinamento mediano annualizzato e il tasso di utilizzo del fattore VIII per la coorte erano pari a zero dopo la quarta settimana.Questa terapia, se i dati saranno confermati dai due studi fase III che partiranno a breve, potrebbe avere effetti dirompenti in quanto la promessa delle terapie geniche è entusiasmante: curare definitivamente l’emofilia o perlomeno determinare un effetto terapeutico molto prolungato, anche di diversi anni. Il mercato dell’emofilia attualmente vale $16 miliardi e si stima nel 2025 possa arrivare a 25.
Zacks scrive: «BioMarin è già stata oggetto di speculazioni di acquisizione. Aziende come Gilead, Amgen e Roche potrebbero essere interessate all’affare».

Incyte Corporation
Situata a Wilmington, Delaware, Incyte è focalizzata sull’oncologia e il portafoglio prodotti la rende un obiettivo appetibile per aziende come Gilead, Amgen e Bristol Myers. Iclusig e Jakafi, i due farmaci commercializzati da Incyte per i tumori rari stanno ottenendo buoni risultati di vendita. Iclusig è approvato per la leucemia mieloide cronica e la leucemia linfoblastica acuta. Jakafi, un inibitore della JAK, è il primo unico prodotto a essere approvato per la policitemia vera e la mielofibrosi, due tumori rari del sangue. Il farmaco sta avendo un’ottima performance di vendita dovuta alla forte domanda dei pazienti per entrambe le indicazioni.
Con l’obiettivo di aumentare il numero di pazienti e il potenziale commerciale del farmaco, la società sta lavorando per espandere ulteriormente il proprio marchio.
Il 15 novembre, la società ha annunciato che era stato trattato il primo paziente nello studio pilota RESET di confronto tra Jakafi (ruxolitinib) e anagrelide, in pazienti con trombocitemia essenziale che sono resistenti o intolleranti all'idrossiurea.
La capitalizzazione della società è superiore a 20 miliardi di dollari.
Scrive Zacks: «La pipeline di Incyte vanta candidati come l'epacadostat per la terapia immunitaria - studiato in combinazione con agenti anti-PD-L1 di Merck, Bristol-Myers e altri - e Olumiant (baricitinib) per l'artrite reumatoide - approvato in Europa e che verrà sottoposto per l’approvazione negli Stati Uniti a gennaio 2018».

Alexion Pharmaceuticals
Alexion, con sede a New Haven, Connecticut, si concentra sulle malattie rare. Il farmaco di punta è Soliris (eculizumab), approvato per emoglobinuria parossistica notturna e sindrome emolitica uremica atipica.
Ha anche Strensiq (asfotase alfa) per l'ipofosfatasia e Kanuma (sebelipasi alfa) per il deficit di lipasi acida lisosomiale.
Zacks scrive: «Alexion ha anche una solida pipeline di candidati in fase di sviluppo, incluso ALXN1210, potenziale seguito di Soliris. Roche, Pfizer o Novartis potrebbero essere interessati all'acquisto della compagnia. La capitalizzazione di mercato di Alexion è superiore ai 25 miliardi di dollari».