Abbott ha incrementato la propria pipeline nell’area delle nefrologia aggiudicandosi i diritti di un nuovo farmaco sviluppato dalla danese Action e attualmente in fase IIb. Il prodotto è stato disegnato per prevenire il danno renale acuto che può intercorrere nel 10-20% dei pazienti sottoposti a interventi di cardiochirurgia.

Per aggiudicarsi i diritti mondiali sul farmaco, noto con la sigla AP214, Abbott sborserà $110 milioni in cash, senza ulteriori pagamenti legati allo sviluppo clinico regolatorio o commerciale, come si usa fare in questi casi.

Il farmaco è un agonista della melanocortina che ha come bersaglio l’infiammazione e l’apoptosi causate dalla mancanza di flusso ematico che si verifica durante la cardiochirurgia. La melanocortina (ormone melanocito-stimolante o MSH) è un ormone che stimolano la sintesi della melanina nelle cellule della pelle. Lo scorso mese di settembre erano stati annunciati i dati positivi di uno studio di fase IIb e adesso Abbott ha già pianificato di condurre un altro trial di fase IIb prima di passare alla fase III.

Abbott ha già altri due farmaci in fase avanzata di sviluppo per patologie renali croniche: bardoxolone e atrasentan, quest’ultimo in fase IIb per la nefropatia diabetica. Atrasentan è un nuovo antagonista dell'endotelina, e viene studiato in aggiunta al trattamento a base con farmaci ACE-inibitori o sartani.

Bardoxolone è  il primo della nuova classe degli "antioxidant inflammation modulator (AIM). E' il più potente induttore del pathway Keap1-Nrf2 a entrare in sviluppo clinico e agisce inibendo lo stress ossidativo e l'infiammazione. Il farmaco adesso è in fase III e lo studio BEACON attualmente in corso sarà completato nel 2013. Viene sviluppato insieme alla società texana Reata Pharmaceuticals. Per ottenere i diritti sulla molecola Abbott ha sborsato 450 milioni di dollari.