Nell'ambito di una riorganizzazione del business farmaceutico americano, Abbott ha deciso di ridurre la propria forza lavoro di 1.900 unità, pari a circa il 2% del totale degli occupati. Nei prossimi anni questa riduzione del personale, che nell'immediato avrà costi per $135 milioni, porterà a risparmi dell'ordine di 200 milioni di dollari l'anno. Questi tagli si aggiungono a quella di 3mila unità già annunciata nel mese di settembre dello scorso anno  a seguito dell'acquisizione di Solvay.

Secondo quanto dichiara l'azienda, gli ultimi tagli sono una conseguenza della riforme nel sistema  sanitario, delle sfide poste dal sistema regolatorio e dell'impegno aziendale a tenere i costi sotto controllo.

La società americana ha appena annunciato di avere archiviato il quarto trimestre con profitti netti in ribasso del 6,4% a 1,44 miliardi pur in presenza di un fatturato in progresso del 13,4% a 9,97 miliardi di dollari. Il 2010 si chiude con profitti in calo del 20% e vendite in forte crescita ($35,17 miliardi, +15%).

La divisione farmaceutica di Abbott negli ultimi anni ha fatto segnare buone performance, specie per l'ottimo andamento di Humira ($6,548 miliardi nel 2010, +19%).

Di recente, però, Abbott ha registrato due "infortuni" nello sviluppo della propria pipeline. La scorsa settimana, l'azienda di Chicago  ha reso noto di aver ritirato la domanda di registrazione presentata a Ema e Fda per il nuovo antipsoriasi briakinumab. La decisione è stata presa dopo che una serie di incontri preliminari con le autorità regolatorie hanno messo in luce la necessità di nuove analisi e forse anche di nuovi studi.

Inoltre, dopo la bocciatura dell'Fda, poche settimane fa Abbott ha reso noto di aver interrotto lo sviluppo di Certriad, un nuovo farmaco contro la displipidemia combinazione fissa di rosuvastatina e acido fenofibrico.