Oggi prende il via ufficiale AbbVie, la nuova società biofarmaceutica nata dallo spin off di Abbott. L'azienda di Chicago si è divisa in due società: una che mantiene il nome originario e che ha a listino i prodotti biomedicali e l’altra che ha preso il nome di Abbvie nella quale sono confluiti i farmaci della vecchia Abbott.

Con oltre 21mila dipendenti AbbVie è presente in oltre 170 paesi ed è quotata alla borsa di New York dove oggi il top management dell’azienda ha avuto il compito di suonare la campanella che segnala l’apertura delle prime contrattazioni del 2013 a Wall Street (vedere la fotografia dell'articolo).

Il portafoglio prodotti comprende sia brand nuovi che prodotti consolidati, fra cui Humira, AndroGel, Lupron, Synagis, Creon, Synthroid, Kaletra, Norvir e Zemplar. Con questi farmaci l’azienda attualmente realizza un fatturato di 18 miliardi di dollari e la quotazione iniziale è di 37 dollari per azione pari a una valutazione globale di $55,3 miliardi.

La società che ha mantenuto il marchio Abbott, e che si è focalizzata su medical devices, diagnostica, nutrizione e alcuni farmaci branded., è anch'essa quotata e il suo valore di borsa è pari a un totale di $47,9 miliardi. Fondata 125 anni fa a Chicago dal medico Dr. Wallace C. Abbott, Abbott è una una delle più grandi e diversificate aziende del settore della salute con un un fatturato pari a circa $22 miliardi, è presente in 150 paesi e conta circa 70mila dipendenti in tutto il mondo.

La crescita di AbbVie nel lungo periodo dovrà essere sostenuta da una pipeline che attualmente comprende oltre 20 programmi clinici di fase II e III, di cui fanno parte nuovi farmaci orali per l’epatite C che, insieme a quelli di Gilead, sembrano i più promettenti per garantire un nuovo paradigma di cura, il daclizumab (in fase III per la sclerosi multipla), il gel intestinale Duopa (Parkinson in fase avanzata), e farmaci per morbo di Alzheimer, artrite reumatoide, mieloma multiplo, endometriosi (il farmaco contro questa patologia si chiama elagolix) e altri ancora.

Inoltre, l’azienda intende sviluppare ulteriormente le vendite di Humira, che con circa 9 miliardi di dollari di fatturato è oggi il farmaco più venduto al mondo. Adesso Humira possiede 9 indicazioni e altre 4 presto se ne aggiungeranno. Al picco, nel 2017, le vendite del farmaco dovrebbero arrivare a toccare i 12 miliardi di dollari.

Tuttavia, è proprio il grande successo di Humira a rappresentare una minaccia per l’azienda in quanto nel 2016 il farmaco perderà la copertura brevettuale. Pur essendo un biologico e quindi molto più difficile da replicare rispetto a un farmaco di sintesi, bisogna considerare che esso rappresenta metà del fatturato aziendale e il 70% dei profitti. Humira dovrà anche fronteggiare l’arrivo di nuovi farmaci orali per la cura delle malattie reumatiche autoimmuni, come tofacitinib di Pfizer, già approvato in Usa.

Sempre sul versante delle sfide da affrontare, vi è la scadenza dei brevetti dei farmaci anticolesterolo, cioè i prodotti a base di niacina, colpiti anche dai risultati di studi recenti che sembrano indebolire l’utilità dell’innalzamento delle HDL, il meccanismo su cui si basano questi farmaci.

In sintesi, per la nuova società la parola d’ordine, comune un pò a tutte le Big Pharma, sarà quindi l’innovazione, perchè è su di essa che si costruirà il futuro di AbbVie.

Chiudiamo con le parole di Richard A. Gonzalez, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Chief Executive Officer (CEO) di AbbVie: “Il lancio di AbbVie è sostenuto da un eccellente portafoglio prodotti, una solida pipeline e persone entusiaste focalizzate al servizio dei pazienti e alla crescita dell’azienda. Grazie a queste risorse e a un impegno incessante a perseguire l’innovazione, intendiamo offrire un valore significativo ai nostri azionisti."