Annunciando i dati del terzo trimestre dell’anno, il management di Abbott ha reso noto che intende dividere l’azienda in due nuove società, entrambe quotate in borsa, separando il business farmaceutico da quello dei dispositivi medici. L’operazione, molto complessa sia dal punto di vista operativo sia finanziario, sarà completata entro la fine del prossimo anno. La borsa ha reagito bene all’annuncio e le azioni Abbott sono salite dell’8%.

La parte dell’attuale azienda che si occupa di dispositivi medici, cui si aggiungeranno le divisioni attualmente dedicate al business dei generici e della nutrizione sarà quella che manterrà il nome Abbott e sarà guidata da Miles D. White, l’attuale Ceo. Tali attività attualmente generano un fatturato di 22 miliardi di dollari l’anno.

L’altra parte dell’azienda, cioè quella che è concentrate sul business farmaceutico propriamente detto, cioè i farmaci innovativi, come Humira, avrà come amministratore delegato (in inglese Ceo) Richard Gonzalez, attuale executive vice president delle attività farmaceutiche. Il fatturato di questa parte dell’azienda è oggi di circa 18 miliardi di dollari l’anno. Non si sa ancora quale nome prenderà la nuova società che nascerà e che si dedicherà solo ai farmaci.

Gli attuali azionisti manterranno le loro quote di Abbott (quella nuova, interamente dedicate ai devices) e riceveranno una distribuzione gratuita di azioni della nuova società dedicata ai farmaci, senza tasse. Il numero di nuove azioni da destinare a ogni pssessore di azioni Abbott sarà deciso successivamente.

Abbott non è nuova a questo tipo di decisione. Nel 2003, decise di fare uno spin off delle attività farmaceutiche iniettabili. Nacque così Hospira, un’azienda che oggi occupa circa 14mila persone (nel 2003 erano solo 11mila) e che ha un fatturato di 3,9 miliardi di dollari (2,5 nel 2003). Attualmente Hospira è la prima azienda al mondo per la produzione di farmaci generici ad uso parenterale.

Secondo gli analisti, si tratta di una buona notizia che riaccenderà l’interesse verso le azioni di Abbott, società da lungo tempo sottovalutata. In particolare, tutto il business dei devices è valutato meno di quanto vale realmente in quanto è inserito in unì’azienda considerata farmaceutica, anche se lo è per meno della metà. Tutte le aziende farmaceutiche sono attualmente poco valutate dal mercato borsistico, per la scadenza dei brevetti e la conseguente perdita di redditività. Anche la parte che si dedicherà solo ai farmaci di ricerca non se la passerà male, la pipeline di Abbott è infatti buona.

Per quanto concerne l’attuale situazione economica e finanziaria della società, il terzo trimestre non è andato bene. I profitti sono scesi del 66%, ma la causa risiede nel contenzioso legale per Depakote che ha richiesto un sostanzioso accantonamento di risorse (1,5 miliardi) in previsione di una multa salatissima da parte del Governo americano.

Le vendite di Abbott sono invece cresciute del 13,2%, raggiungendo nel trimestre i 9,8 miliardi di dollari. Sono i mercati emergenti a tirare la volata, con una crescita del 31%. Tra i prodotti, Humira ha avuto una perfomance considerevole, con vendite che hanno raggiunto i 2,1 miliardi di dollari (+25,7% sullo scorso anno) soprattutto grazie alla crescita al di fuori degli Usa (+32%). Kaletra è sceso del 9,4% e Tricor e Triplix sono aumentati del 2,4%

L’azienda ha confermato le previsioni per la chiusura dell’anno, con una crescita a due cifre degli utili per azione, che dovrebbero collocarsi tra i 4,64 e i 4,66 dollari per azione.