Secondo quanto riporta il The Wall Street Journal, Abbott starebbe cercando di dismettere il business dei vaccini che è entrato a far parte delle attività aziendali attraverso l'acquisizione di Solvay, costa complessivamente circa 7 miliardi di dollari. La divisione dedicata ai vaccini, che fattura circa 200 milioni di euro l'anno, potrebbe valere intorno ai 500 milioni di euro.

Visto l'elevato interesse per questo settore, che, a parte del polemiche sulla vaccinazione anti AH1N1, è comunque in forte espansione, per Abbott non dovrebbe essere difficile trovare un compratore. Inoltre, questa divisione ha una presenza importante nell'Europa dell'Est, una delle aree a maggior crescita nel settore farmaceutico e ciò potrebbe costituire un ulteriore motivo di interesse.

Tra i possibili pretendenti, secondo il WSJ, ci potrebbero essere GlaxoSmithKline e AstraZeneca.
Negli ultimi anni sono stati numerose le acquisizioni di piccole e medie realtà nel settore dei vaccini, da parte di grandi società farmaceutiche. Tra gli altri, Sanofi-Aventis che nel 2008 aveva acquistato la britannica Acambis, Glaxo che nel 2005 aveva investito $1,4 miliardi di dollari per acquistare la canadese ID Biomedical  e AstraZeneca, che con investimento colossale di 16 miliardi di dollari era entrata in possesso di Medimmune, anche se per quest'ultimo accordo permangono forti perplessità da parte degli investitori.
Novartis, invece, anche supportata da fondi del governo americano, lo scorso anno ha iniziato la costruzione di un grande stabilimento specializzato nella produzione di vaccini situato in Usa.