Sono positivi i risultati economici del terzo trimestre di AbbVie, tanto da indurre l’azienda di Chicago ad alzare le stime di chiusura dell’intero 2014. E’ sempre Humira a trainare la  performance della società, con vendite pari a $3,3 miliardi, in rialzo del  17,5% sullo stesso periodo del 2013. Negli Usa la crescita di Humira è stata ancora più impetuosa: +25,3%, pari a $1,7 miliardi.

Nel terzo trimestre del 2014, la società riporta ricavi per $5,019 miliardi, registrando un incremento del 7,8% rispetto al terzo trimestre del 2013 (+8,3% su base operativa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

L’Adjusted earning per share (EPS) è di  $0,89, in crescita dell’8,5%  rispetto all’anno stesso periodo del 2013,  molto al di sopra della guidance comunicata in precedenza e compresa in un range tra $0,77 e $0,79; AbbVie comunica inoltre un GAAP EPS pari a  $0,31.

AbbVie alza anche la stima dell’Adjusted EPS del 2014 portandolo a $3,25 / $3,27 rispetto a una previsione iniziale compresa  tra $3,06 e  $3,16 (il GAAP EPS Guidance Range è compreso tra $1,15 e  $1,17).

La guidance per il 2014 esclude qualsiasi potenziale ricavo derivante dalle vendite del farmaco per l’Hcv, il cosiddetto regime 3D, che verrà lanciato nel corso de 2015.

Lo scorso 20 ottobre l’azienda americana ha deciso di interrompere la fusion con Shire venendo meno le agevolazioni fiscali che ne costituivano una delle ragioni principali e che giustificavano l’alto costo inizialmente concordato. Il costo della transazione diventato insostenibile e le incertezze circa possibili ulteriori misure del Tesoro americano atte a contrastare gli accordi di tax inversion ha portato alla decisione di chiudere l’affare. La decisione comporterà il pagamento a Shire di un forte indennizzo, pari a $1,635 milioni.

Per sostenere il titolo, lo stesso giorno l’azienda ha annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie per $5 miliardi di dollari e l’aumento del dividendo del trimestre del 17%, portandolo a $0,49 per azione.

AbbVie ha siglato anche accordi finalizzati allo sviluppo della propria pipeline. Con Infinity Pharmaceuticals è nata una collaborazione per lo sviluppo e la commercializzazione di duvelisib (IPI-145), un inibitore orale ad azione mirata altamente selettivo delle isoforma delta e gamma della fosfoinositide-3-chinasi (PI3K), un target molecolare che riveste un ruolo fondamentale nell’attivazione, proliferazione e sopravvivenza dei linfociti B. Il farmaco è in sviluppo in fase II e III per diverse patologie ematologiche compreso il linfoma di Hodking indolente.

Nel mese di settembre, AbbVie e Calico, società biotech americana posseduta da Google, hanno annunciato una nuova collaborazione di ricerca & sviluppo destinata ad aiutare le due aziende a scoprire, sviluppare e commercializzare nuove terapie per pazienti con malattie legate all’età. Calico progetta di costruire un nuovo impianto di R & S nella San Francisco Bay Area a concentrarsi in particolare in materia di invecchiamento e le malattie ad esso associate, e entrambe le società dicono che possono investire fino a $ 1,5 miliardi di dollari per accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie.

L’Ema e l’Fda hanno concesso lo status di farmaco orfano ad ABT-414, un anticorpo anti EGFR coniugato con un  chemio terapico in studio per il glioblastoma multiforme, la forma più comune ed aggressiva di tumore cerebrale cin un tasso di sopravvivenza a 5 anni di solo il 4%.

Insieme a Biogen Idec, AbbVie sta sviluppando un nuovo anti sclerosi multipla. Si tratta di daclizumab i cui dati di fase III sono stati presentati al recente congresso congiunto americano ed europeo svoltosi a settembre a Boston. Il farmaco, che si somministra sottocute una volta al mese, è risultato superiore all’interferone beta 1a. La domanda di registrazione verrà depositata entro la prima metà del 2015.

Sempre nel corso del terzo trimestre, AbbVie ha reso noti i dati ad interim di uno studio di fase II condotto con l’anticancro veliparib (un PPAR inhibitor) che in combinazione con la chemio ha migliorato del 35% la PFS in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in fase avanzata o metastatica.